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Il Punto | 19 gennaio 2026, 18:10

IL PUNTO. I bambini non votano. E il loro diritto ad andare a scuola in un ambiente dignitoso passa in secondo piano

A Imperia, un muro di cassonetti davanti a una scuola dell’infanzia. Le esigenze dei più piccoli sono spesso ignorate

IL PUNTO. I bambini non votano. E il loro diritto ad andare a scuola in un ambiente dignitoso passa in secondo piano

Da mesi i genitori segnalano al Comune – ed è partita anche una raccolta firme – la pericolosa situazione davanti alla scuola dell’infanzia di piazza Ulisse Calvi. Un vero e proprio muro di cassonetti ostruisce l’ingresso, trasformando il percorso quotidiano dei bambini e delle loro famiglie in un ostacolo non solo fisico ma anche simbolico.

La questione è stata portata all’attenzione del consiglio comunale dalla consigliera del Partito Democratico, Daniela Bozzano, che ha presentato un’interpellanza da discutere nello spazio “Question Time”, chiedendo chiarimenti e interventi urgenti da parte dell’Amministrazione. La consigliera ricorda come già il 5 settembre 2025 avesse segnalato la presenza di numerosi contenitori per la raccolta dei rifiuti collocati davanti all’ingresso della scuola, senza ottenere risposte concrete.

Perché la situazione non è stata risolta con urgenza? La risposta, purtroppo, è chiara: i bambini non votano. E questa non è solo una carenza dell’attuale amministrazione di Imperia, ma una tendenza culturale radicata: quando chi governa misura il valore delle esigenze della cittadinanza in base ai voti e al consenso immediato, i più piccoli finiscono per essere invisibili.

Del resto, cosa si può pretendere da una classe politica cittadina per la quale il massimo strumento di valutazione delle persone e degli interventi è il pallottoliere, usato esclusivamente per contare i voti? La sicurezza dei bambini, la tutela dei loro spazi di crescita e l’attenzione quotidiana alle loro esigenze diventano così questioni marginali, non prioritarie.

Questo episodio, piccolo ma significativo, ci ricorda quanto sia urgente ripensare la cultura politica e amministrativa. Occorre un approccio che veda i bambini non come cittadini futuri, ma come persone a pieno titolo, i cui bisogni meritano attenzione e rispetto oggi, non domani. Se davvero vogliamo costruire comunità sicure e inclusive, dobbiamo imparare a mettere l’interesse dei più vulnerabili davanti al pallottoliere.

Diego David

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