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Vela | 04 settembre 2026, 08:06

VELE D'EPOCA. L’incidente, la carrozzina, poi la rinascita sul Cadamà: la seconda vita di Andrea Brigatti

A 36 anni costretto sulla carrozzina, nel 2014 ha ritrovato la sua passione per la vela

VELE D'EPOCA. L’incidente, la carrozzina, poi la rinascita sul Cadamà: la seconda vita di Andrea Brigatti

A Milano, quel 9 luglio 2003, il ritorno a casa in moto ha cambiato la vita di Andrea Brigatti. Un automobilista distratto lo investe e a 36 anni di età lo condanna a vivere su una sedia a rotelle. Ma con un indomabile carattere di esploratore in Africa, motociclista, sciatore e velista non si arrende. 

In questi giorni è ormeggiato alla banchina del Raduno con il suo Cadamà che, divenutone armatore nel 2014, ha adattato per l’accoglienza della sedia a rotelle e per viverla senza limiti. Ma, con le conseguenze dell’incidente, la vela appariva come un sogno irrealizzabile. “Allora tornavo da una lezione serale del corso di vela di Caprera – racconta – ma la mia passione, per anni, ho dovuto dimenticarla”. 

Fino al 2014 quando scopre Cadamà, la barca che gli permetterà di andare a vela in piena autonomia. Il ketch, lo scafo con due alberi di cui diventa armatore, viene sottoposto a modifiche che lo trasformano nell’unico maxi in grado di fare scuola vela, charter e regate con equipaggi di normodotati e disabili in carrozzina. “Le generose dimensioni della coperta, la barca è lunga ben 22 metri, - spiega ancora Brigattipermettono l’utilizzo delle rotelle, per l’imbarco c’è una passerella in carbonio con i bordi rialzati per guidare le ruote mentre con l’elevatore elettrico si può scendere sottocoperta e sedute di navigazione a guscio rendono agevole lo spostamento in coperta”. 

Insomma il bellissimo scafo realizzato nel 1971 dal Cantiere Beconcini di La Spezia in legni pregiati come mogano, iroko e teak, accoglie l’umanità senza distinzioni. Il designer britannico Jack Laurent Giles non pensava certo che il Cadamà diventasse la barca con le possibilità attuali: sicuramente era convinto fosse un due alberi elegante e affidabile. Ma almeno un sogno si è avverato. “Con Cadamà ho potuto e potrò soddisfare la mia voglia di viaggiare, – afferma l’armatore – una voglia ereditata da mio padre che mi portava sempre in giro, dall’86 sempre in Grecia nella bella stagione”.

 Andrea Brigatti conosceva già il Raduno di Imperia. “Sono già stato qui nel 2018 – sottolinea – e ho un bellissimo ricordo di questo posto meraviglioso dove abbiamo vinto nella nostra classe”. Ma l’estate è ancora lunga. "La prossima tappa saranno le regate di Cannes – preannuncia –. E con Marino Nigro, il nostro timoniere, abbiamo reali speranze di ottenere ottime prestazioni”.

Ino Gazo

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