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Vela | 28 agosto 2026, 08:26

VERSO IL RADUNO. A Imperia tornano in acqua gli scafi che hanno fatto la storia della Coppa America

Una parata di stelle per il Mondiale dei 12 metri, il via stasera alle 18.30

VERSO IL RADUNO. A Imperia tornano in acqua gli scafi che hanno fatto la storia della Coppa America

Una parata di stelle. Così è d’obbligo definire il Campionato Mondiale dei 12 metri stazza internazionale che si apre ufficialmente sulla banchina di Calata Anselmi oggi alle 18,30

A bordo degli scafi che, dal 1956 al 1987, disputavano la Coppa America, infatti, sono presenti autentici miti della vela mondiale degli ultimi cinquant’anni. E tra tutti, a bordo di Kookaburra II di Patrizio Bertelli, patron di Luna Rossa, rifulge la stella del brasiliano Torben Grael, 5 medaglie per la vela nei Giochi Olimpici dal 1984 al 2004 escludendo il ’92, 6 volte campione mondiale delle classi Soling e Star, vincitore della Volvo Ocean Race 2009, della Louis Vuitton Cup 2000 con Luna Rossa e un vertiginoso elenco di posizioni di vertice in ambito mondiale ed europeo. “Sono qui per la prima volta, – afferma Torben Grael devo dire che Imperia mi piace e offre un interessante campo di regata”. 

Ma se il grande skipper brasiliano occupa il ʽparadisoʼ dei velisti ha una grande e affollata compagnia. Una stella assolutamente italiana è Mauro Pelaschier, padrino delle Vele d’Epoca all’esordio il 1˚settembre, che è stato timoniere di Azzurra, il primo 12 metri s.i. tricolore alla conquista della Coppa nel 1983 mentre Maurizio Vechiola da grande appassionato è armatore di Kookaburra III, pronto a conquistare la leadership con un equipaggio tra cui figurano Tommaso Chieffi e Aldo Migliaccio rispettivamente timoniere e skipper di Italia 1 alle selezioni della Coppa a Fremantle, in Australia nel 1987, ultima edizione con i 12 metri. 

Non mancano neppure prestigiosi rappresentanti della vela ponentina quale il sanremese Flavio Grassi attualmente a bordo di Kookaburra II ma, nel 2002 su ʽMascalzone Latinoʼ, scafo della America Cup Class successiva ai 12 metri, partecipava alle selezioni per la Coppa ad Auckland. Insomma le barche che hanno scritto la storia del trofeo più antico del mondo sono presenti nelle acque imperiesi per quattro giorni di regate, Kiwi Magic, France, French Kiss, Kz5, South Australia e i due Kookaburra da sabato a martedì prossimo saranno in acqua a contendersi il titolo mondiale dei 12 metri s.i. che, in realtà, sono molto più lunghi. 

La formula di stazza ovvero la ʽuniversal ruleʼ per questi scafi fu ideata dal genio conosciuto come ʽil mago di Bristolʼ, il mitico Nathanael Herreshoff che la definì nel 1902 e fu  adottata dal New York Yacht Club nel 1903. Era una formula che considerava la lunghezza al galleggiamento, la radice quadrata della superficie velica, la forma dello scafo e il dislocamento, elementi valutati con operazioni matematiche diverse fornivano un prodotto che, diviso per la costante 2,37, assegnava l’appartenenza alla classe 12 metri, pur con lunghezze reali fino ai 21 metri. 

Con queste barche, la Coppa America visse la sua grande stagione del dopoguerra, dal 1956 al 1987, quando nelle prime edizioni era una disputa riservata tra americani e inglesi che, la ʽCoppa delle 100 ghineeʼ l’avevano messa in palio e da allora non l’hanno più rivista. Poi, negli anni ’80, arrivarono gli australiani, nell’83 perfino gli italiani, gli svizzeri, i francesi e i neozelandesi, attuali detentori della Coppa. 

Esiste un altro elemento visibile che può incuriosire gli spettatori più ignari di vela. Le ruote del timone sono due, una per ogni lato e sono concentriche a una ruota di dimensioni inferiori che manovra il trim tab ovvero una piccola pala posta davanti alla pala del timone a cui evita o comunque riduce le possibili turbolenze idrodinamiche soprattutto nelle andature ʽcontroventoʼ. Anche le vele stupiranno i ʽterrestri”, molte non saranno bianche com’erano ai tempi della loro Coppa ma esattamente nere come il carbonio con cui sono realizzate, l’attuale l Regolamento di Stazza permette eccezioni rispetto al bianco dacron di allora mentre i materiali di costruzione dello scafo ubbidiscono alle scelte del progettista e così Kookaburra III è in alluminio, French Kiss, Kiwi Magic e Kookaburra II hanno preferito la vetroresina.

Ino Gazo

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