In un percorso di cura, la medicina salva il corpo, ma sono le esperienze di vita a restituire l’anima. È da questa consapevolezza che nasce "Sognando ITACA", il progetto di vela terapia e riabilitazione psicosociale promosso dall’AIL (Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma).
Un’iniziativa straordinaria approda a Imperia che ha trasformato la navigazione in mare aperto in un potente strumento di guarigione emotiva e reintegrazione sociale per i pazienti colpiti da tumori del sangue. Affrontare una malattia oncoematologica significa spesso vivere un’interruzione improvvisa della propria quotidianità, fatta di isolamento, lunghe degenze ospedaliere e una profonda sensazione di vulnerabilità.
La barca a vela diventa così la metafora perfetta del viaggio di rinascita: per navigare serve coraggio, occorre imparare a gestire le tempeste inaspettate e, soprattutto, bisogna affidarsi all'equipaggio. A bordo, i ruoli tradizionali si annullano. Pazienti, medici, infermieri e skipper professionisti condividono le stesse mansioni, gli stessi spazi e il medesimo vento, abbattendo quella barriera formale che spesso separa chi cura da chi viene curato.
La vela terapia agisce positivamente su più livelli. Dal punto di vista psicologico, la sensazione di libertà offerta dal mare aperto riduce l'ansia e stimola una nuova fiducia nelle proprie capacità fisiche e mentali. L'impegno richiesto nelle manovre e nella vita di bordo accresce l'autostima e ridesta quel senso di efficacia personale che la malattia tende a scalfire. Inoltre, il confronto con altre persone che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa esperienza crea un legame empatico profondo, trasformando la solitudine del dolore in un momento di autentica condivisione e solidarietà.
















