Dopo due sole giornate il Campionato Mondiale dei 12 metri ha già espresso un potenziale vincitore. Le cinque prove finora disputate, infatti, hanno lanciato nell’empireo della classe il Kz5 condotto da Pietro D’ali con un equipaggio di star come Tiziano Nava e Flavio Favini. Lo scafo di Andrea Bianchedi, portacolori dello Yacht Club Italiano, ha inanellato una fantastica serie di vittorie interrotte soltanto dalla seconda posizione nella terza prova della giornata di apertura. D’Alì l’unico velista italiano a partecipare a un Giro del Mondo, alle Olimpiadi, alla Louis Vuitton Cup, alla finale di Coppa America, agli eventi maggiori della grande altura internazionale e a innumerevoli campionati mondiali, europei e nazionali nelle classi più disparate e anche unico italiano nella storia a vincere una tappa alla Solitaire du Figaro.
Quindi definirlo il mattatore di questa edizione del Mondiale 12 metri non è esagerato, anche gli avversari sono concordi nell’assegnarli un predominio. Vero è che, anche ieri, le caratteristiche progettuali della barca la mettevano a suo agio nelle condizioni del mare appena formato e brezze medio-leggere, ma bisogna riconoscergli pure un’altra virtù. “La loro barca è buona, – ammette Tommaso Chieffi, timoniere di Kookaburra III, terzo in classifica provvisoria – noi abbiamo un equipaggio di giovani forti e determinati che hanno subito la maggiore esperienza dell’equipaggio di d’Ali: eravamo più veloci di loro in bolina ma in poppa ci hanno ripreso”.

(Tommaso Chieffi)
Eppure Chieffi non è certo l’ultimo arrivato sulla scena della vela mondiale. Anzi, la sua carriera è iniziata con il successo al Mondiale classe 470 nel 1985 mentre da citare, tra innumerevoli risultati, la conquista della Louis Vuitton Cup con il Moro di Venezia nel ’92, l’Admiral’s Cup nel ’95, insomma non esiste settore dove non abbia conquistato posizioni di vertice. “Conosco il campo di regata di Imperia – racconta –. Sono venuto qui varie volte, per uno scafo della classe Dragoni e anche per un 8 metri s.i.: finora siamo stati fortunati, c’è sempre stato vento e, quindi, questo è stato un bell’esperimento e speriamo che, la prossima volta, i 12 metri siano più numerosi”.
Aldo Migliaccio, anche lui su Kookaburra III, a Fremantle nel 1987, skipper di Italia 1 dove Chieffi era timoniere, ribadisce il giudizio del compagno. “Sono molto preparati – spiega – e compongono un equipaggio tecnico mentre noi siamo un gruppo giovane e in rodaggio per di più con le vele ereditate dalla passata proprietà”.

(Aldo Migliaccio)
Così la classifica provvisoria vede, appunto, Kz5 al vertice, seguito da Kookaburra II di Patrizio Bertelli (YCI), patron di Prada e Luna Rossa con la leggenda Torben Grael alla tattica, Kookaburra III di Maurizio Vecchiola (CV Ravennate), con Tommaso Chieffi in pozzetto mentre quarta posizione ex aequo per l'equipaggio di Kiwi Magic.














