Annunciato con enfasi come uno degli interventi chiave per il rilancio di Monesi di Triora, i lavori per la demolizione dell’ex hotel Redentore, struttura da tempo in stato di totale abbandono, e per la successiva realizzazione di uno spazio pubblico, continuano a rimanere avvolti nel mistero.
Secondo quanto comunicato nelle scorse settimane dal Sindaco di Triora Massimo Di Fazio, il cantiere avrebbe dovuto prendere il via il 4 maggio. Una data indicata come simbolica per l’avvio di un progetto ritenuto decisivo per il futuro della località montana dell’entroterra imperiese. Eppure, ad oggi, dell’annunciata apertura del cantiere non vi è alcuna traccia: niente operai, nessun mezzo al lavoro, nessuna recinzione o segnale concreto dell’inizio delle operazioni.
A Monesi tutto tace. Ed è inevitabile che inizino a moltiplicarsi le domande tra residenti, operatori turistici e frequentatori abituali della località. Come mai i lavori non sono ancora partiti? Qual è la causa di questo ritardo che, al momento, non sembra trovare spiegazioni ufficiali?
Il tema non è secondario. L’intervento sull’area dell’ex Redentore era stato presentato come un passaggio fondamentale per migliorare il decoro urbano e offrire nuovi spazi pubblici a una località che da anni cerca di rialzarsi dopo vicende assai difficili. Questo splendido territorio, crocevia naturale tra le Alpi e il mare, ha infatti dovuto fare i conti nel tempo con eventi alluvionali, frane e numerose criticità infrastrutturali che hanno segnato profondamente la vita della comunità e l’economia turistica della zona.
Proprio per questo motivo, la partenza dei lavori veniva vista da molti come l’inizio concreto di una nuova fase di rilancio per Monesi, un segnale di ripartenza atteso da residenti, imprenditori e frequentatori storici della località.
Ma il tempo stringe. Se il cantiere dovesse effettivamente partire nelle prossime settimane, il rischio concreto sarebbe quello di una convivenza tra lavori e stagione estiva, con inevitabili disagi per turisti, residenti e attività economiche. Uno scenario che molti operatori considerano potenzialmente dannoso per la stagione di luglio e agosto, momento cruciale per l’economia della piccola località montana.
Il tutto con inevitabili ripercussioni sull’immagine e sull’attrattività di Monesi proprio nel periodo di maggiore afflusso turistico. Per ora, però, restano soprattutto le domande. E un silenzio che, giorno dopo giorno, rende sempre più fitto il “mistero Redentore”.














