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Attualità | 06 febbraio 2026, 12:00

Pietrabruna non ci sta: “Siamo montagna vera, non un semplice numero sulla carta”

Il Comune della Valle del San Lorenzo lancia l’allarme contro il rischio di declassamento, la nuova legge nazionale potrebbe escludere il borgo dai fondi per le aree montane

Pietrabruna non ci sta: “Siamo montagna vera, non un semplice numero sulla carta”

Esiste un confine invisibile, fatto di cifre e pendenze medie, che rischia di cambiare il futuro di Pietrabruna. Nonostante le sue radici affondino tra le pendici dei monti Faudo e Follia, il borgo della Valle del San Lorenzo si trova oggi a combattere una battaglia burocratica per non perdere la sua "identità montana". 

Tutto nasce dalla Legge 131 del 2025, un provvedimento che mette sul piatto circa 200 milioni di euro per sostenere sanità, trasporti e agricoltura nelle terre alte. Una buona notizia, se non fosse per un dettaglio tecnico: i criteri per definire chi è "montano" e chi no verranno presto riscritti da un decreto ministeriale (DPCM). Il timore della giunta comunale è che un calcolo puramente matematico su altitudini e pendenze possa ignorare la realtà dei fatti: Pietrabruna, con le sue frazioni di Boscomare e Torre Paponi, è un territorio che vive quotidianamente le sfide della montagna. 

"Pietrabruna è storicamente e geograficamente un Comune montano", si legge nella delibera approvata con urgenza. E i numeri sembrano dare ragione al territorio: cime che superano i mille metri, terreni scoscesi e una fragilità geomorfologica che richiede cure costanti. C'è poi il tema dell'isolamento. Per raggiungere il paese esiste un'unica via d'accesso: la Strada Provinciale 45. Una lingua di asfalto che dal dopoguerra rappresenta l'unico cordone ombelicale con la costa, rendendo ogni spostamento per scuola o salute più complesso rispetto alla Riviera. Essere esclusi dall'elenco dei comuni montani non è solo una questione di prestigio. 

Significherebbe dire addio al FOSMIT (il fondo per lo sviluppo delle montagne) e ai contributi del PSR per l'agricoltura, strumenti vitali per contrastare lo spopolamento e garantire i servizi essenziali (i cosiddetti LEP). In breve: meno risorse per trasporti, assistenza sociale e manutenzione del territorio. Con l'approvazione di questo atto, la Giunta ha conferito mandato pieno al Sindaco per alzare la voce a Roma e a Genova. 

Il documento è già stato inviato al ministro per gli Affari Regionali, alla Regione Liguria e ai vertici di ANCI e UNCEM. L'obiettivo è chiaro: far capire che la montagna non è solo una quota sopra il livello del mare, ma un insieme di sfide, tradizioni e necessità che non possono essere cancellate da un colpo di penna. Pietrabruna non vuole privilegi, ma solo il riconoscimento di ciò che è sempre stata: un baluardo dell'entroterra ligure che non vuole arrendersi al silenzio delle valli.

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