Il referendum è alle porte e noi non abbiamo i mezzi per capirlo. Questo appuntamento arriva per me in un momento simbolico, il compimento della maggiore età, un traguardo che si aspetta con ansia. C’è l’orgoglio di definirsi "grandi", l’entusiasmo per le nuove libertà conquistate e il piacere dell’autonomia. Eppure, insieme ai doveri arrivano i diritti, e tra questi il più emblematico: il diritto al voto.
In quanto neomaggiorenne, eserciterò questa nuova facoltà per la prima volta a marzo, in occasione del referendum sulla giustizia. Lo dico con sincerità: la cosa mi rende inquieta. Da cittadina e da donna, ho sempre considerato il voto come un diritto sacro, una responsabilità da celebrare e rispettare. Votando non affermiamo solo la nostra libertà, ma rendiamo anche onore a tutti coloro che hanno strenuamente lottato per questo diritto, un diritto giovane che dà peso e voce al nostro pensiero. È solo in dovere di questo rispetto che domenica 22 marzo mi recherò alle urne. I referendum sulla giustizia appare, a tutti gli effetti, una questione fuori dalla portata della maggior parte dei cittadini, comprensibile appieno solo dagli esperti del settore legislativo e giudiziario.
Dietro formule come la "separazione delle carriere", il timore è che si nasconda altro. In gioco non ci sono solo tecnicismi burocratici, ma la storica separazione dei poteri e, forse, l’equilibrio della democrazia stessa. In questi giorni, esponenti politici di ogni schieramento esprimono la propria opinione; i più esperti provano a spiegarci la questione, senza però riuscirci davvero.
Il mio timore di giovane elettrice è che i cittadini, è che le persone, non capendo, votino per pigrizia quel che il proprio partito suggerisce, lasciandosi influenzare da slogan e parole vuote, snaturando a tutti gli effetti quello che è il significato del voto.
I cittadini non dovrebbero essere chiamati a esprimersi su questo referendum, poiché non hanno i mezzi per comprenderlo. Tuttavia, dato che siamo chiamati a farlo, la mia richiesta è: andate a votare, prendetevi il diritto che vi spetta, ma informatevi, tentate il più possibile di conoscere, e poi, sviluppate un pensiero che sia solo vostro.
(*) Studentessa della quarta F del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane Amoretti di Imperia che ha iniziato presso La Voce di Imperia un percorso di formazione e lavoro che durerà tutta la settimana














