Il 30 novembre 2026, a Imperia e in particolare a Oneglia, sua città natale, ricorreranno i 560 anni dalla nascita di Andrea Doria, grande ammiraglio e statista genovese, oltre che figura chiave nella storia della Superba e nelle relazioni tra le potenze europee del XVI secolo. La casa natale di Andrea Doria, sita nel Palazzo Doria, è un importante riferimento storico e turistico anche perché vi è posta una lapide in ricordo dell'ammiraglio.
Il Palazzo si trova in prossimità della cosiddetta porta Andrea Doria, chiamata anche porta San Mauro, che segnava l'entrata in Oneglia provenendo dal mare, ma anche arrivando da levante. Da Andrea Doria, inoltre, prende il nome, con diverse accezioni o varianti locali la pissalandrea, piscialandrea, una particolare pizza del territorio, tipica della tradizione ligure e provenzale, la cui ricetta evoca, se pur in termini gastronomici, la gloria dell'ammiraglio.
Non è qui il caso di riparlare della figura e delle gesta di Andrea Doria, che costituiscono un capitolo unico della storia ligure e mondiale, ma solo di fare memoria del suo straordinario disegno strategico, che fece di Carlo V un grande imperatore; alleandosi con Carlo V, nel 1528, Andrea Doria, liberò Genova dai francesi e rifondò la sua costituzione. Grazie ad Andrea Doria, Carlo V divenne il vero protagonista del suo tempo, rivoluzionando la storia del Vecchio Continente e allargando i suoi dominii in terra e sul mare.
Andrea Doria, nonostante il felice sodalizio con Carlo V, non dimenticò mai Oneglia: il 20 giugno 1538, giorno del Copus Domini, riuscì infatti a portare ad Oneglia lo stesso Carlo V e Papa Paolo III: il Pontefice era di ritorno dall'incontro di Nizza con Francesco I di Francia nel tentativo di riportare la pace in Europa; Paolo III, nell'occasione, disse messa nella Basilica di San Giovanni. Andrea Doria mori il 25 novembre 1560: sedici anni più tardi la sua Oneglia passava sotto il potere dei Savoia, divenendo di essi città fedelissima.














