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Appunti di Storia | 08 febbraio 2026, 07:00

APPUNTI DI STORIA. Guerra di spie a Porto Maurizio dal XVI al XVIII secolo

Punto strategico conteso specialmente durante i conflitti con la Spagna

APPUNTI DI STORIA. Guerra di spie a Porto Maurizio dal XVI al XVIII secolo

Nel tardo XVI, nel XVII, ma anche nel XVIII secolo, Porto Maurizio, parte della Repubblica di Genova, fu un punto strategico conteso e scenario di spionaggio, specialmente durante i conflitti con la Spagna. 

Le guarnigioni spagnole spesso compivano razzie, creando tensioni e necessità di sorveglianza. Il contesto era quello delle galere e della rete di informazioni tra Italia e Europa. La situazione vedeva Porto Maurizio, caposaldo bizantino nel passato, come centro cruciale per il controllo marittimo. Nel 1625, le truppe dell'ammiraglio e generale marchese di Santa Cruz il giovane, alleate della Repubblica di Genova, occuparono l'abitato, ma si distinsero per violenze e razzie. 

Il contesto strategico cruciale era quella del coinvolgimento di Genova nella guerra franco-spagnola, dove Porto Maurizio era un osservatorio privilegiato. In quel periodo, la sorveglianza era capillare per le dinamiche della "repubblica internazionale delle galere". Nel 1625 la Repubblica di Genova era in guerra e le sue unità erano di stanza nel confinante abitato di Porto Maurizio. 

A quanto pare, i soldati di Santa Cruz s'erano dati  appunto a razzie e violenze, secondo una condotta tipica di quelle armate.Anche nel corso del XVIII secolo, del resto, durante le vicende della Guerra di successione austriaca Porto Maurizio veniva temporaneamente occupata da Carlo Emanuele III di Savoia dal 1746 e si verificava un particolare intreccio di spie e di mercanti in quell'occasione: pagate dalla Corona, le spie avevano il compito di agevolare la trasmissione degli avvisi e le missioni degli agenti, che spesso ospitavano durante il viaggio.

Il Mediterraneo era in armi per buona parte del XVII secolo, mentre l'Europa era impegnata nella guerra dei Trent'Anni. Contemporaneamente gli ottomani dovevano affrontare problemi all'interno del loro impero e non mancavano iniziative in contrasto tra le sue stesse forze navali e terrestri. Iniziative tenute a bada dagli stati europei. Prima ancora tuttavia dei tentativi ottomani di conquistare porzioni del Vecchio Continente si era sentita la necessità di armare delle forze per arginare le mire del Sultani ottomani e dei loro alleati. E ciò anche quando i conflitti in Europa divampavano dalla fine del XV secolo fino a tutto il XVIII secolo. 

Base fondamentale per Genova, Porto Maurizio era destinata sempre a svolgere un ruolo di prim'ordine nel corso di quegli eventi. In quello che fu detto il secolo spagnolo Porto Maurizio giocava di sponda con il Finalese retto appunto, tramite il Ducato di Milano, per conto della Corona di Spagna e tra i due territori si era creata una rete di informatori che operavano nei territori vicini, compresi quelli sabaudi  di Oneglia, se pur tenuti d'occhio dalla non meno efficace ed efficiente organizzazione spionistica piemontese.

Pierluigi Casalino

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