Si chiude con questa ultima puntata, dedicata alle piste ciclabili e alle conclusioni l’approfondimento sul Piano del traffico, uno strumento ormai ineludibile per una città moderna, capace di incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini. Il progetto, elaborato in maniera indipendente dall’ingegnere Rosario Maggio, che ringraziamo per averlo concesso in esclusiva a La Voce, è stato sottoposto al giudizio dei lettori come contributo tecnico e culturale al dibattito pubblico. L'ultimo contributo riguarda le piste ciclabili, i cui tracciati sono pensati per garantire una mobilità sicura e continua su gran parte del territorio urbano. Le nuove infrastrutture ciclabili non vengono concepite dall'ingegner Maggio come elemento accessorio, ma come indispensabile integrazione della viabilità motorizzata, in grado di incentivare l’uso quotidiano della bicicletta. A supporto di questa scelta, lo studio auspica anche la creazione di parcheggi dedicati, delimitati e videosorvegliati, per favorire un utilizzo realmente diffuso del mezzo.
Particolare attenzione è riservata alla sicurezza e alla fluidità del traffico. Gli incroci tra la pista ciclabile ponente-levante e la viabilità veicolare – almeno quattro su cinque – dovrebbero essere eliminati tramite sottopassi prefabbricati, realizzati con cassoni a sezione quadra o circolare. Si tratta di soluzioni largamente utilizzate in altre città, installabili in tempi rapidissimi, che consentirebbero di evitare ulteriori rallentamenti in un contesto urbano già fortemente congestionato.
Secondo lo studio, questo riassetto dimostra come sia assolutamente fattibile ridurre drasticamente – se non eliminare – il traffico in città, attraverso interventi mirati, realizzabili in tempi brevi e senza la necessità di opere costose. Il progetto ha natura preliminare e di fattibilità, ma affronta e risolve la quasi totalità delle criticità esistenti in modo coerente, soddisfacente e promettente.
Il nuovo assetto proposto non si limita alla mobilità: consente anche di intervenire su altre gravi problematiche urbanistiche, come l’inadeguatezza del trasporto pubblico e la quasi totale assenza di aree pedonali e di spazi verdi. In questo modo verrebbero rivalutate e rese finalmente fruibili, anche dal punto di vista turistico, zone di grande pregio oggi degradate a semplici parcheggi per auto e scooter, come alla Marina e gran parte del centro di Oneglia. Un beneficio che, prima ancora dei visitatori, ricadrebbe direttamente sui residenti.
Nelle conclusioni, l’ingegner Rosario Maggio chiarisce il senso profondo del suo lavoro e l’approccio adottato: “Non lo ritengo un progetto di sviluppo, ma una serie di revisioni che risolvono diverse carenze strutturali della città, le stesse che relegano ogni anno Imperia agli ultimi posti in Italia negli indici di qualità della vita. Sistemare e risolvere queste criticità è, a mio avviso, la condizione indispensabile e prioritaria per poter poi pensare ad azioni di sviluppo economico e turistico. È la preparazione del terreno: solo dopo si può seminare e sperare in un raccolto futuro”. Maggio sottolinea inoltre come lo studio potrebbe essere rapidamente perfezionato: “Basterebbe un team di due o tre persone per svilupparlo nei dettagli. Personalmente coinvolgerei anche tutti i cittadini, attraverso un sondaggio di gradimento, per raccogliere critiche e proposte migliorative”.
Nota della redazione (ndr). Il progetto è stato sviluppato nel novembre 2024, rivisto e aggiornato nell’ottobre 2025 e, nel marzo 2025, una copia è stata consegnata al sindaco Scajola e all’assessore alla Viabilità Antonio Gagliano prima del suo licenziamento. Come riferito dall’autore, non è mai seguito alcun contatto per un approfondimento, circostanza che induce a ritenere che la proposta non abbia suscitato interesse o gradimento da parte dell’Amministrazione.














