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Pallapugno | 26 agosto 2025, 12:43

Borgomaro, il pallonetto tra sport e leggenda: bresciani ancora imbattuti

Tradizione, sfide spettacolari e passione autentica nel cuore del borgo: la Valle Sabbia domina un torneo che unisce sport e identità popolare

Borgomaro, il pallonetto tra sport e leggenda: bresciani ancora imbattuti

È ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’estate sportiva imperiese. Non solo un torneo, ma una celebrazione autentica di uno sport antico, popolare, ruvido e senza fronzoli. Il torneo di pallonetto di Borgomaro si è confermato anche quest’anno uno spettacolo unico: tre contro tre, una palla da tennis, mani nude e le strade del borgo a fare da campo. Nient’altro. Ma anche niente di più affascinante.

Si gioca in via Merano, cuore pulsante del paese, tra spigoli, scarichi, persiane e rientranze. Un campo irregolare, che livella i valori e impone intuito, adattamento e istinto puro. Si disputa su due campi, uno “corto” e uno “lungo”, entrambi ricavati sulla stessa via. In questo scenario si è imposta, ancora una volta, la tradizione e la forza dei giocatori bresciani della Valle Sabbia. La squadra di Patrick Bianchi ha conquistato il primo posto, seguita dalla compagine di Alex Bianchi, con Elia sul terzo gradino del podio.

I liguri si sono difesi con onore: Lorenzo Pellegrino è stato il migliore dei padroni di casa, classificandosi quarto. Quinta piazza invece per la solida squadra toscana di Metra, arrivata dalla Garfagnana. Da segnalare il bis di Alex Bianchi, che dopo i successi passati conferma una costanza di rendimento invidiabile.

La manifestazione ha visto in campo 17 squadre, di cui otto provenienti dalla provincia di Imperia, ma anche rappresentanze da Toscana, Lombardia e Friuli. Proprio da Gemona del Friuli, terra ferita dal sisma del 1976 ma saldamente legata alle sue tradizioni, sono giunti atleti appassionati, portatori di una cultura sportiva popolare ancora viva, come dimostra il loro storico torneo della 'pilote'.

Le regole del pallonetto sono complesse, ma è proprio questo che ne accresce il fascino. L’azione può essere veloce e imprevedibile, e ogni territorio ha le sue abitudini: in Liguria, ad esempio, colpire la palla a mani unite è considerato fallo, mentre per squadre non locali questa giocata è concessa. Ma al di là delle sottigliezze regolamentari, è il senso di appartenenza e passione che tiene vivo il gioco.

Il torneo è stato perfettamente organizzato e ha rappresentato anche un’occasione importante di promozione del territorio. Sport sì, ma anche turismo lento e di qualità, capace di valorizzare l’entroterra e i suoi borghi autentici. Fondamentale il contributo degli sponsor che hanno reso possibile una premiazione ricca e curata, riconoscendo il valore tanto degli atleti forestieri quanto dei giocatori locali. Tra i sostenitori: Pandorà, Azienda Agricola Ansaldi, Le 2 Mele, Fratelli Risso Saponificio, Società Agricola Oliveti del Maro, Pellegrino G&L, Ranise Agroalimentare srl, Azienda Agricola Serena, Cà Sottane, Carni Tallone Luigi e figli, Bar Pizzeria da Linda, Enosteria Etta, Relais del Maro, Censin da Bea, Azienda Agricola Damiano, Forno di Nonna Pierina, Pizzeria Le Logge, Aicardi, Podere del Maro.

A Borgomaro si è visto sport vero, radicato, che unisce generazioni e territori. Un arrivederci già segnato per il 2026, con la speranza che il calendario del pallonetto possa crescere ancora. Intanto, resta il ricordo di due giornate intense e genuine, in cui il gioco ha parlato la lingua dei paesi. E i bresciani, ancora una volta, hanno scritto la loro legge sulla pietra viva della Liguria.

Alessandro Giacobbe (giocatore e storico del territorio)

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