Lo strano caso di Caravonica, unico paese dell’entroterra imperiese che, a differenza di tutti gli altri, non soffre del fenomeno dello spopolamento e dell’emigrazione verso la costa.
Caravonica, lungo la carrozzabile che collega San Lazzaro Reale al colle di San Bernardo, conta trecento abitanti, il cui numero invece di diminuire tende ad aumentare con un'azione di ringiovanimento che rende ottimista il sindaco, Gian Marco Zerbino. “Nel corso dell'anno abbiamo avuto due nascite e due matrimoni: sembrano pochi ma sono invece molti se raffrontati al calo costante della popolazione degli altri paesi dell'entroterra. In paese, i giovani non soltanto non tendono più ad andarsene ma, al contrario, si nota una tendenza al ritorno da parte di chi se ne era allontanato”.
Caravonica fu, anticamente, tra i feudi minori dei conti di Ventimiglia: a poca distanza dal centro i ruderi dell'antica chiesa romanica di San Michele stanno a indicare la sede originaria dell'abitato. L'attuale chiesa parrocchiale risale al 1670. Non è tuttavia su questo che il paese punta per il proprio rilancio. Il miglioramento delle comunicazioni con Imperia facilita i pendolari che lavorano sulla costa, mentre in paese si sono sviluppate alcune piccole attività: qualche frantoio, una falegnameria, la tradizionale produzione di olive in salamoia e acciughe sotto sale, alcune estensioni coltivate a vigneto e poche piante d'oliva decimate dal gelo dello scorso anno.
Il problema più importante è tuttavia rappresentato dalle strade: esiste la possibilità di completare un’arteria che, tagliando la valle in senso orizzontale, congiungerà Caravonica con Cesio. “Manca soltanto un ponte per la cui realizzazione abbiamo chiesto un mutuo di 150 milioni di lire – conferma il sindaco - dalla parte opposta il paese potrebbe essere meglio collegato con una strada panoramica sino ad Aurigo, Poggialto e Conio e da qui a San Bernardo e Colle d'Oggia”.














