Cronaca, caldo e curiosità di un Ferragosto di 47 anni fa. Era il 1979 e nel Ponente, allora ancora alla ricerca di una vocazione turistica da completare, si registrava il tutto esaurito, sia negli alberghi sia nelle pensioni sia nelle seconde case. Un'affluenza eccezionale, con una piccola, grande novità, almeno per l’epoca: la grossa massa di vacanzieri, italiani e stranieri, che cominciavano a prendere confidenza con l’entroterra. E il caldo? “Ne fa di più rispetto al 1978 – confermava Bino Bini, responsabile dell'Osservatorio meteorologico di Imperia – il termometro, alle 10, ha segnato 26 gradi e mezzo. Lo scorso anno la colonnina di mercurio si era fermata a 24,9”. Altri tempi, si dirà, confrontando i 32-33 gradi di oggi. Già.
“Dal 1976 non si registrava un Ferragosto cosi caldo – incalzava il buon Bini - come temperatura media siamo superiori di circa 3 gradi. Non si tratta di un caldo eccezionale, ma notevole. Molto alta anche l’umidità, tra 50 e 60 % , con picchi del 75%”.
La Riviera scoppia di turisti. Da San Bartolomeo al Mare a Ventimiglia non si trova più un posto libero in albergo. Ristoranti, spiagge, strade, piazze, parcheggi e locali sono zeppi di turisti. Da Diano Marina al confine gli ospiti sono più di 100 mila. Nessun posto libero neppure nei campeggi. A San Bartolomeo al Mare sono fioccati gli esposti al sindaco contro i campeggiatori abusivi. La zona più coinvolta è la foce del torrente Steria.
Nel Dianese a complicare le cose, ci si è messa la siccità. Non è un fatto nuovo, a dire il vero. Da settimane i rubinetti sono all'asciutto. Nelle strade centrali sono presenti cisterne e autobotti: bisogna mettersi in coda per riempire le taniche. I sindaci del Golfo tranquillizzano residenti e vacanzieri: “La prossima estate avremmo acqua in abbondanza”. Sarà così? Anche l'entroterra, come detto, è preso d'assalto. Da giorni le vallate di Imperia e del Dianese sono percorse da file d'auto. “Stiamo vivendo un'estate boom – conferma Francesco Faraldi, titolare di un ristorante dell’entroterra - i turisti stanno scoprendo la bellezza delle nostre colline, oltre al mare”.
La guardia forestale e i vigili del fuoco hanno rinnovato gli appelli a non accendere fuochi, a rispettare la natura. Purtroppo ogni anno queste raccomandazioni cadono nel vuoto. Non piove da molti mesi e tutto l'entroterra è una polveriera. “Quest'anno – fanno sapere dalla Forestale - le cose stanno andando male. Stiamo registrando quasi il doppio degli incendi dello scorso anno. In soli 13 giorni, per esempio, da inizio agosto, nella provincia di Imperla il fuoco ha distrutto circa 300 ettari di bosco e zone collinari. Negli ultimi giorni sono stati distrutti più di 80 ettari di pini, 40 ettari di uliveto e 30 ettari di cedui. I vigili del fuoco sono continuamente in stato di allarme”. In media tre interventi per incendi al giorno.














