La vicenda della piscina comunale "Felice Cascione" approda in consiglio comunale. Il consigliere del Partito Democratico Ivan Bracco ha presentato un'interpellanza indirizzata al sindaco per fare luce sull'ipotesi di affidamento della gestione dell'impianto natatorio alla Federazione Italiana Nuoto (FIN) e per verificare il rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente e dai pareri dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Nell'atto ispettivo viene ricordato come la piscina Cascione rappresenti un impianto pubblico di proprietà comunale che svolge un servizio di interesse pubblico. Secondo quanto riportato nell'interpellanza, sarebbero in corso contatti tra l'amministrazione comunale e la FIN finalizzati all'assegnazione della gestione della struttura. Bracco richiama inoltre alcune dichiarazioni attribuite al vicepresidente regionale della FIN, Silvio Todiere, secondo cui l'affidamento potrebbe avvenire senza il ricorso a una gara pubblica. "Essendo una federazione nazionale non è necessaria una gara d'appalto e il progetto ha potuto proseguire", avrebbe affermato Todiere.
Il consigliere dem evidenzia però come l'Anac (autorità anticorruzione) consideri l'articolo 5 del decreto legislativo 38 del 2021 una norma di carattere eccezionale e residuale, applicabile soltanto in presenza di specifici requisiti che devono sussistere contemporaneamente. Tra questi figurano l'esistenza di un'unica proposta progettuale presentata da un'associazione o società sportiva senza scopo di lucro, la necessità di importanti interventi di riqualificazione dell'impianto, la presentazione di un piano economico-finanziario sostenibile e il perseguimento di finalità di aggregazione e inclusione sociale e giovanile.
Nell'interpellanza viene, inoltre, sottolineato che, secondo l'ANAC, anche in caso di gestione definita "gratuita", il rapporto tra Ente locale e soggetto affidatario rientrerebbe comunque nello schema della concessione di servizi, con il trasferimento al concessionario del rischio operativo e la possibilità di sfruttamento economico della struttura. Particolare attenzione viene posta sul tema della trasparenza. Secondo l'interpretazione richiamata da Bracco, l'applicazione dell'articolo 5 richiederebbe la verifica dell'effettiva unicità della proposta attraverso adeguate forme di pubblicità e la pubblicazione preventiva di un avviso pubblico, al fine di garantire il rispetto dei principi di imparzialità, concorrenza e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dall'articolo 97 della Costituzione.
Per questo motivo il consigliere chiede al sindaco Scajola di chiarire "se siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa e dai pareri ANAC, se sia stato accertato che la FIN sia l'unico soggetto interessato alla gestione dell'impianto e se sia stato presentato un piano economico-finanziario in grado di dimostrare la sostenibilità degli investimenti e dei costi di gestione".
Bracco, inoltre, domanda inoltre su quali elementi si basi l'eventuale necessità di importanti opere di rigenerazione, riqualificazione o ammodernamento della struttura e se, in caso di affidamento della gestione, il Comune intenda interrompere gli stanziamenti economici destinati all'impianto. Infine, il consigliere chiede quali forme di pubblicità l'amministrazione intenda adottare per garantire il pieno rispetto dei principi costituzionali di trasparenza e imparzialità.














