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Accadde Oggi | 20 aprile 2026, 13:22

ACCADDE OGGI. 20 aprile 1981, addio all’ex ministro e deputato Lucifredi

Fu colonna storica della Dc imperiese e ligure

ACCADDE OGGI. 20 aprile 1981, addio all’ex ministro e deputato Lucifredi

Per ben 28 anni è stato deputato della Dc. Nato a Genova nel 1909, l’onorevole Roberto Lucifredi, ex ministro per la Riforma burocratica, era tra i leader democristiani che nell’immediato Dopoguerra fu stretto collaboratore di Alcide De Gasperi, è morto improvvisamente il giorno di Pasqua a causa di un malore che lo ha colpito in un ristorante del centro.

 Lucifredi, che avrebbe compiuto il prossimo novembre 72 anni, era professore emerito all’università di Genova, dove due anni fa aveva lasciato la cattedra di diritto amministrativo, tenuta sin dal 1946. Prima della guerra era stato titolare della medesima cattedra a Perugia. Nipote di parlamentari giolittiani, originario di Borghetto d’Arroscia in provincia di Imperia, il professor Lucifredi aveva preso parte alla campagna di Russia e successivamente era stato internato in Germania in campo di concentramento. Era stato eletto deputato nel 1948, alla prima legislatura, riconfermato, sempre con un indice molto elevato di preferenze, alla Camera sino al 1976, anno in cui - per motivi di salute - lasciò la politica e si ritirò quasi completamente da ogni attività scientifica e professionale. 

Era stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio per la riforma burocratica dal 1951 al 1955, poi ministro per la Riforma burocratica nel governo Leone del 1963. Dal 1968 al 1976 anche vice presidente della Camera. Era considerato tuttora il leader della destra democristiana in Liguria e, per oltre un ventennio, nella Dc ligure era stato l'antagonista del senatore Paolo Emilio Taviani.

Nel 1940 aveva contribuito alla realizzazione del celebre  Dizionario di Politica, dopo aver partecipato in precedenza alla prima edizione dell’Enciclopedia Italiana con la voce biografica su Alessandro Manzoni. Da ufficiale di artiglieria venne assegnato alla difesa dell’Italia durante il secondo conflitto mondiale. Finì arrestato dalle forze tedesche e internato a Dachau a seguito dell’armistizio dell’8 Settembre 1943. 

La cronaca delle sue esperienze in prigionia fu pubblicata a cura dell'Istituto Storico della Resistenza in un volume intitolato Rottami. Nel 1946, insieme ad altri giuristi, fondò Il Foro Padano, rivista di giurisprudenza nell’alta Italia. Dal 1958 fu uno dei principali esponenti della corrente di Mario Scelba, Centrismo popolare, gruppo conservatore che aveva come referenti principali anche Guido Gonella, Mario Martinelli e Oscar Luigi Scalfaro. Nel 1966 assunse il ruolo di rettore della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (Luiss Guido Carli) alla sua fondazione. Fu poi promotore della creazione della Comunità montana Alta Valle Arroscia e ne fu primo presidente.
Venne infine insignito come Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte.

Giorgio Bracco

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