Lo scalo marittimo di Porto Maurizio potrebbe diventare esclusivamente turistico. La decisione finale spetterà al ministero della Marina mercantile.
Oltre 400 posti di ormeggio fissi, 600 presenze di scafi stagionali, una lista di attesa di alcune centinaia di proprietari di natanti turistici che vorrebbero avere un posto barca a Imperia, un giro di affari diretti e indiretti di diversi miliardi di lire. Il bilancio del porto turistico di Porto Maurizio, che ha ormai raggiunto il punto di saturazione del proprio sviluppo per la impossibilita di creare nuovi punti di ormeggio, sta creando un vivace dibattito cittadino.
“Siamo costretti a rifiutare, ogni giorno, richieste di attracco”, fanno sapere da Imperia Mare, la società cui è affidata la gestione di questa attività e che, proprio in questi giorni, inaugura un nuovo ufficio operativo e una nuova stazione radio mentre sono stati da poco terminati, con una spesa di 220 milioni di lire, i lavori di aggiornamento della banchina lungo il molo corto di levante. Potenziato, nel frattempo, anche il servizio di rifornimento carburanti. Le speranze di un ulteriore sviluppo di questa attività richiede una crescita parallela dei servizi a terra (officine di riparazione, magazzini di rimessaggio, spazi e locali per l’accoglienza ricettiva e commerciale).
Un risultato ottenibile soltanto riservando al turismo nautico l’intero bacino di Porto Maurizio, che vedrebbe così quasi triplicata la propria capacita di ricezione. In questa direzione si sta infatti lavorando. La Regione ha avviato la lunga pratica tendente alla unificazione giuridica in un porto unico di Imperia dei due attuali bacini di Oneglia e Porto Maurizio. Scopo principale di questa iniziativa è ottenere la declassificazione del bacino portorino dalla prima categoria, in cui è ora inserito.
“Questa declassificazione non costituisce un passo indietro ma, al contrario, rappresenta la premessa per il suo definitivo rilancio - conferma il sindaco, Giovanni Gramondo - con l’attuale classificazione questo bacino è vincolato, tra l’altro, a determinate servitù militari, oltreché commerciali e pertanto non può essere destinato unicamente al traffico turistico: questa destinazione diventerà invece possibile non appena lo Stato avrà riconosciuta l’esistenza di un unico porto di Imperia, che comprenda i due bacini esistenti e quello nuovo in fase di realizzazione al centro”.














