Un’enorme frana blocca la Val Tanaro. “Mezza montagna è crollata”, urlano disperati i valligiani dopo che il maxi smottamento ha interrotto la strada provinciale che collega Ponte di Nava, alla sommità dell’alta Val Tanaro, con le frazioni Upega e Carnino di Briga Alta e Viozene di Ormea.
Gli abitanti delle due borgate (Carnino è ancora disabitata per l’esodo invernale della popolazione verso la Liguria), per raggiungere Ormea, devono scendere a Piaggia, poi risalire a Nava e quindi tornare in Piemonte allungando il percorso di quasi 20-30 chilometri, a secondo e risiedono a Upega o Viozene, con conseguenti, gravi disagi.
Non è la prima volta che il fatto si verifica. Da febbraio a oggi, le interruzioni sono state diverse, e tutte piuttosto prolungate. Le dimensioni della frana, la pioggia che cade quasi ogni giorno e impedisce quindi ai mezzi meccanici di lavorare, rende ardua ogni previsione sul ripristino della strada provinciale per Upega e Viozene. L’interruzione è subito dopo le ultime case di Ponte di Nava, quindi già in territorio comunale di Ormea, ma il disagio e i danni sono soprattutto arrecati all’economia di Briga Alta.
Il problema di costruire opere di difesa efficaci sarà quindi prioritario. Il nuovo consiglio comunale di Briga Alta si è già riunito e ha nominato sindaco Antonio Pastorelli, funzionario cinquantenne dell'amministrazione provinciale di Imperia; assessori Guido Lanteri e Teresio Toscano, della frazione Piaggia, Roberto Lanteri e Valentino Alberti della borgata Upega;
Guido Lanteri sostituirà il sindaco nei giorni in cui sarà assente. “Dopo un inverno interminabile e durissimo - spiega Guido Lanteri - non ci voleva questa frana a rendere sempre più difficili i rapporti economici e umani di Upega e Carnino con Ormea e l’alta Val Tanaro, cui ci sentiamo legati da profondi vincoli”. A Upega, Adolfo Lanteri, panettiere, aggiunge che “siamo ridotti a una trentina di persone, molti sono anziani e venti chilometri in più di strada da percorrere rappresentano un disagio insopportabile e anche una spesa insostenibile”.














