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Attualità | 18 febbraio 2026, 07:03

LA STORIA. Da Imperia a Zanzibar, Andrea Lanfranco e i primi passi nel volontariato internazionale

Otto giorni di missione con Odissea Osteopatica: “Sogno di imbarcarmi sulle Ong"

LA STORIA. Da Imperia a Zanzibar, Andrea Lanfranco e i primi passi nel volontariato internazionale

Andrea Lanfranco, ventenne, di Imperia, ha scelto di attraversare il mondo per vivere i suoi primi otto giorni di volontariato in Africa, a Zanzibar. Sono i primi passi di un percorso che vorrebbe trasformare in una scelta di vita: "Ho il sogno di imbarcarmi sulle Ong per la ricerca e il soccorso delle persone in mare. Questo è un punto di partenza per capire se è un mondo che mi piace e per cui sono portato", racconta.

Il progetto è promosso dall’associazione Odissea Osteopatica, che collabora con Zanzibar Help, realtà fondatrice della Donnino’s Family School. Si tratta del primo campus scolastico e agricolo inclusivo dell’isola, aperto alla disabilità e impegnato a fornire a bambini, giovani e adulti vulnerabili gli strumenti necessari per trovare il proprio spazio nel mondo.

Una decina di volontari, professionisti del settore sanitario e non solo, sono partiti da tutta Italia per mettere la propria esperienza al servizio di bambini con disabilità motorie e psichiche. "Il nostro gruppo è formato da fisioterapisti, ortopedici e ginecologi. Ci siamo recati alla Donnino’s School, poi in un ospedale, ma anche nei villaggi dell’entroterra, portando vestiario, prodotti per l'igiene della persona, quaderni, matite e colori", spiega Lanfranco.

Per Andrea questa esperienza rappresenta anche un momento di riflessione sul proprio futuro: "Finite le superiori ho scelto di fermarmi per capire cosa fare. Mi è stata offerta questa possibilità ed era impossibile rinunciare: è il sogno di una vita. Io sono andato come fotografo e come 'tuttofare', per aiutare nelle manutenzioni".

Un’esperienza che mette in contatto con mondi lontani e realtà complesse: "Affrontare queste situazioni è pesante, ma soddisfacente -ammette-. È faticoso, anche mentalmente, ma ti fa capire quanto siamo fortunati per dove e come viviamo. È un’esperienza che consiglio a tutti almeno una volta nella vita: ti apre la mente".

Sara Balestra

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