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Vela | 28 dicembre 2025, 12:30

America’s Cup, addio al mito delle origini

Tra tecnologia, nuove regole e spettacolo globale. Imperia custodisce la memoria della “Vecchia Brocca”

America’s Cup, addio al mito delle origini

C’era una volta la Coppa America e c’era anche il “Deed of Gift”. Oggi non ci sono più, e il fascino del trofeo sportivo più antico del mondo si diluisce nell’estremizzazione della tecnologia. Per i velisti più anziani, forse più “retrivi”, non è la stessa cosa: quella regata nata il 22 agosto 1851 ha vissuto per 175 anni proprio sulla depravazione fascinosa di una competizione velica sbilanciata a favore del detentore della Coppa.

Nell’ultimo caso, infatti, New Zealand aveva il potere di decidere il format della sfida, le regole, gli scafi, la sede e le date delle regate, elementi definiti nel “Deed of Gift”, il documento che sancisce la donazione del trofeo allo yacht club vincitore e ne stabilisce le condizioni di messa in palio.

Dalla prossima edizione di Napoli 2027 scompare quasi tutto del passato: Emirates Team New Zealand perde il potere assoluto, mentre le regole vengono scritte dai team fondatori dell’AC Partnership: Athena Racing (GBR), Luna Rossa (ITA), Tudor Team Alinghi (SUI) e K-Challenge (FRA). Rimane, a salvaguardia della storia e dell’epico fascino, la regola delle sfide a match race, esclusivamente tra due barche. È già stabilita anche la cadenza biennale delle sfide, tanto che nel 2029 la Coppa vivrà ancora a Napoli.

Non è difficile comprendere come il modello della Formula 1 sia stato in parte copiato, sacrificando l’atmosfera elitaria della vela sull’altare dello spettacolo e, in ultima analisi, del dio denaro. In effetti, l’America’s Cup ha già vissuto una rivoluzione tecnica, con l’introduzione degli scafi volanti, non apprezzati da tutti, soprattutto dai velisti più appassionati e tradizionalisti.

Ora la “Vecchia Brocca” mette decisamente la prua verso la vela del futuro. Ma la storia ha il dovere di essere ricordata: nel prossimo settembre se ne occuperanno lo Yacht Club Imperia e l’Assonautica, celebrando i fasti del passato, quando la sfida si disputava con i 12 Metri S.I. e con quella Azzurra del 1983, prima barca italiana a competere per la Coppa dell’America.

Ino Gazo

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