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Appunti di Storia | 23 marzo 2025, 07:18

Appunti di storia. Oneglia e Porto Maurizio dopo la battaglia di Pavia del 1525 e il genio di Andrea Doria

Considerazioni a 500 anni da quell'evento epocale

Appunti di storia. Oneglia e Porto Maurizio dopo la battaglia di Pavia del 1525 e il genio di Andrea Doria

Dopo i lunghi trascorsi liguri ingauni, romani, bizantini, longobardi, nel XII secolo Porto Maurizio è un libero comune a vocazione marinara con grandi interessi commerciali in tutto il Mediterraneo. Dopo essersi affrancato da Albenga e dai Clavesana, grazie all' influenza genovese, sarà momentaneamente retto dai conti di Ventimiglia. 

Nel 1233 Bonifacio II di Clavesana cede definitivamente Porto Maurizio a Genova. La città diventa ufficialmente un possedimento di Genova che nel 1241ottiene dei privilegi sulla zona e facendone una fortificazione. 1276,  la Superba conferisce a Porto Maurizio il potere di reggenza sui domini genovesi nella Riviera di Ponente. Mentre Oneglia era governata da un ramo della famiglia genovese dei Doria dall'inizio del XIII secolo, Porto Maurizio dipendeva direttamente dalla Superba. 

E anche nel grande secolo di Andrea Doria, ammiraglio genovese stellare, nativo di Oneglia e straordinario regista della politica europea, Porto Maurizio salirà in gloria per la sua partecipazione al conflitto tra Francesco I Valois e Carlo V d'Asburgo. Scalo francese e poi decisamente a fianco della Spagna, Porto Maurizio vide in parte e in segreto le trattative per la scelta di Andrea Doria a favore degli imperiali, una scelta che non fu opportunistica, ma strategica. 

La battaglia di Pavia del 1525,  segnerà il declino della potenza francese non solo in Italia. L' accorta strategia di Mercurino di Gattinara, cancelliere di Carlo V ben si sposerà con l'altrettanto fine intelligenza politica di Andrea Doria e sarà già lo stesso Niccolò Machiavelli a prevederlo nel capitolo 3 de "Il Principe", quando ritenne perdenti le strategie francesi, incapaci di trattenere le province conquistate. Alla battaglia di Pavia, che segnò il definitivo trionfo delle armi da fuoco sulle cavallerie, Genova era minimamente interessata, se pur ancora alleata della Francia. 

Il potere marinaro di Genova si accostava alla ancora superiore potenza navale francese, ma, la con il passaggio alla Spagna di Genova, gli equilibri nel Mediterraneo cambieranno anche su terra. La flotta genovese dominava ormai anche con il vessillo spagnolo e non solo grazie alle stupefacenti perizie nautiche della Superga e del grande ammiraglio di Oneglia, ma pure con la capacità di acquisire mercati e mercanzie. 

Oneglia, dopo la parabola di Andrea Doria, scivolò progressivamente nel grigiore della dominazione del locale ramo dei Doria,inetti e corrotti, che aprirono la strada al mare nel 1576 al Ducato di Savoia. Restava la minaccia turca e turco barbaresco a rendere insicure le coste liguri. Un esempio il saccheggio di Torrazza da parte dei corsari turchi guidati dal rinnegato cristiano calabrese Lucciali' nel 1562. 

I portorini e i dianesi, come era già stato alla Meloria, saranno arruolati nella Marina genovese durante quei decenni di scontri con i turchi e con gli stessi francesi che cercheranno di servirsi della mezzaluna per recuperare influenza in Italia e nel resto del Mediterraneo. La notizia della caduta di Granada ad opera dei Castiglia nel 1492 e, purtroppo, la caduta di Costantinopoli nelle mani dei turchi nel 1453 fece per un certo tempo pensare ai sovrani europei e al Papa di indire una nuova crociata contro l' Islam per recuperare la Terra Santa, con partenza anche da Porto Maurizio. 

Tuttavia il gioco di potenza delle monarchie europee e il divampare delle contese religiose sul Vecchio Continente allontanerà tale progetto per sempre. Solo Andrea Doria saprà tessere una politica di confronto e di sponda con i turchi, aggirandoli e scavalcando gli stessi francesi, per riscattare quelle genti di Riviera che cadevano nelle mani barbaresche. Genova e i suoi domini del Ponente specialmente furono centri di scambio di ostaggi cristiani e musulmani con la mezzaluna ottomana. Una politica che anche l'altra grande republica marinara, Venezia, cercherà di promuovere tra connivenza e concorrenza E a quell'epoca risalgono anche i luoghi di culto, e persino i cimiteri,  islamici dalle nostre parti, da Sanremo ad Oneglia,a Porto Maurizio ad Alassio.

Pierluigi Casalino

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