Il Difensore civico regionale, Francesco Cozzi , rispondendo all’istanza presentata dal consigliere comunale del Pd Ivan Bracco, ha rimandato alla valutazione del prefetto di Imperia, Antonio Giaccari, l’istituzione del programma “Presidio Amico”, l’iniziativa promossa dal Comune di Imperia con l’obiettivo di rafforzare la presenza e la vigilanza nei luoghi maggiormente frequentati della città. Il Difensore civico ha chiesto, in particolare, che venga verificata "la compatibilità del regolamento comunale con la normativa statale che disciplina le competenze in materia di sicurezza urbana e ordine pubblico".
"Il nodo della vicenda -spiega la capogruppo del Pd Loredana Modaffari - si inserisce nel più ampio quadro delle competenze istituzionali in materia di sicurezza. L’assetto costituzionale conseguente alla riforma del 2001 dispone infatti che la sicurezza e l’ordine pubblico restino appannaggio esclusivo dello Stato. È proprio alla luce di questa distinzione che dovrà essere valutata la corretta collocazione del programma 'Presidio Amico' e il necessario coordinamento con la Prefettura".
In altri termini, secondo i consiglieri dem, il nodo riguarda il mancato coordinamento con la Prefettura, previsto dalla normativa quando si interviene su aspetti che riguardano la sicurezza urbana e l’ordine pubblico. Ora, quindi, la questione passa al prefetto, chiamato a verificare la legittimità e il corretto inquadramento dell’iniziativa.
Un altro punto contestato riguarda il compenso previsto per i volontari, pari a circa 400 euro al mese "con implicazioni che riguardano anche aspetti fiscali e normativi", precisa Bracco.
I consiglieri comunali dem Loredana Modaffari, Daniela Bozzano e Ivan Bracco concludono: "Non siamo contrari allo spirito dell’iniziativa, ma chiediamo che venga organizzata nel rispetto delle leggi vigenti. Ora il prefetto dovrà necessariamente intervenire"
La palla passa, dunque, alla Prefettura.













