La Riviera è diventata la culla della tartaruga Caretta caretta e anche a Imperia l'attesa della schiusa delle piccole uova deposte alla Marina è spasmodica.
Il nido alla Conca d'Oro è tra i dieci ad essere costantemente monitorati dal Gruppo Ligure Tartarughe, composto dall'Acquario di Genova, l'Arpal, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, dall'Università di Genova e, nell'Imperiese, supportato dai biologi dell'associazione I Delfini del Ponente APS.
È ancora presto per ipotizzare quando le piccole tartarughe 'imperiesi' saranno pronte per raggiungere il mare: "Sulla base della temperatura media in prossimità del nido che viene registrata con l’utilizzo di datalogger siamo in grado di prevedere quando avverrà l'emersione", spiegano gli esperti dell'Acquario di Genova. Da quel momento si attiva un protocollo che coinvolge il Comune interessato, le associazioni locali e i gestori degli stabilimenti balneari interessati dall’evento. Innanzitutto, vengono spente le luci presenti nell'area, che potrebbero essere fuorvianti per le tartarughe: "La schiusa di solito avviene di notte -proseguono-, i piccoli si orientano verso il mare seguendo il riflesso della luce della luna sul mare stesso, ma luci provenienti dalla passeggiata o comunque da terra potrebbero mandarli in confusione e far loro sbagliare direzione".
L'evento, comunque, avviene non prima del 40-45° giorno dalla deposizione: "In caso di formazione del caratteristico cono, che rappresenta il primissimo step della possibile schiusa delle uova, viene allestito il corridoio ombreggiato che dal nido porta al mare, necessario per proteggere maggiormente gli eventuali piccoli nella strada da compiere fino all’acqua".
Il lavoro dei volontari prosegue durante e dopo la schiusa: "Nel momento dell’emersione dei piccoli monitorano l’evento evitando disturbi esterni, conteggiando i nati e scattando fotografie, senza uso di flash, con riferimenti alle dimensioni dei piccoli. Dopo 72 ore dall’ultima emersione, i biologi di Arpal e dell’Acquario di Genova, autorizzati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, procedono all’apertura del nido per completare l’indagine scientifica con la raccolta degli ultimi dati".














