Nel corso di una delle ultime sedute di consiglio comunale, per una ventina di minuti si è assistito a una lezione sull'importanza del verde urbano. Un intervento incentrato sul nuovo piano di riforestazione della città, presentato come uno strumento fondamentale per contrastare le sempre più frequenti ondate di calore e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Un messaggio condivisibile. Oggi nessuno mette in discussione il ruolo degli alberi nella mitigazione delle temperature. Le città del futuro dovranno necessariamente investire nella riforestazione e nell'incremento delle aree verdi.
Eppure, accanto a questi propositi, resta una contraddizione difficile da ignorare. Mentre si annunciano nuovi alberi da piantare, a Imperia, continuano a scomparire esemplari secolari che rappresentano un patrimonio ambientale. La motivazione è quasi sempre la stessa: sono considerati potenzialmente pericolosi.
L'ultimo caso, quello dell'ex Sairo, (per far passare l'ennesimo pettine dell'ennesima ciclabile) ripropone il tema con forza. È inevitabile chiedersi se siano state valutate tutte le possibili alternative prima di arrivare al taglio definitivo e quale sia il reale equilibrio tra la tutela della sicurezza e quella del patrimonio arboreo.
Piantare nuovi alberi è certamente un investimento per il futuro. Ma preservare quelli esistenti, soprattutto quando sono monumentali o secolari, rappresenta un dovere altrettanto importante.














