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Il Punto | 03 luglio 2026, 18:29

IL PUNTO. Porto di Imperia, il conto del fallimento continua a pagarlo chi ci aveva creduto

Chiusa ogni ipotesi di sconti si riapre il dibattito sulla narrazione dell’inchiesta giudiziaria

IL PUNTO. Porto di Imperia, il conto del fallimento continua a pagarlo chi ci aveva creduto

Alla fine è accaduto ciò che era ampiamente prevedibile: il Comune di Imperia ha messo nero su bianco, con una delibera di Giunta, che non saranno previste agevolazioni o sconti per gli ex titolari dei posti barca della Porto di Imperia Spa. Una decisione destinata a riaccendere il dibattito su una delle vicende più controverse della storia recente della città, i cui effetti economici e patrimoniali continuano a pesare, a distanza di anni, su centinaia di cittadini. La scelta rappresenta l'ultimo capitolo delle conseguenze del fallimento della Porto di Imperia Spa, una società nata da un progetto fortemente sostenuto dall'allora Amministrazione comunale e conclusosi con un dissesto che ha lasciato dietro di sé pesanti conseguenze. Le responsabilità politiche di quella stagione restano, sotto questo profilo, evidenti e difficilmente contestabili.

A pagare il conto non sono stati soltanto i piccoli diportisti che avevano investito nell'acquisto di un posto barca, ma anche numerosi imprenditori imperiesi che avevano creduto nell'operazione, destinando risorse significative a quello che avrebbe dovuto rappresentare il motore dello sviluppo turistico ed economico della città. Tra gli acquirenti, è bene ricordarlo,  figuravano anche politici  (e loro familiari), che oggi, come tutti gli altri, subiscono gli effetti di quel tracollo finanziario.

C'è poi un aspetto che merita di essere ricordato, soprattutto perché ancora oggi qualcuno continua a sostenere una lettura diversa dei fatti. Il fallimento della Porto di Imperia Spa non fu provocato da una presunta "inchiesta giudiziaria farlocca", come periodicamente viene ancora affermato nel dibattito politico. La realtà emersa dalle vicende societarie racconta altro: la società si trovava in una situazione di grave insolvenza e di cronica mancanza di liquidità, tanto da non riuscire a completare l'infrastruttura portuale e da trascinare nella crisi l'intero gruppo imprenditoriale coinvolto nell'operazione.

Gli effetti di quella crisi furono evidenti: alberghi venduti, attività cessate, aziende in difficoltà e numerosi imprenditori costretti a fare i conti con pesanti perdite economiche. E il porto turistico, che avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della rinascita di Imperia, divenne invece il simbolo di un progetto incompiuto e di una gestione rivelatasi insostenibile.

Una decisione che chiude definitivamente ogni aspettativa di riconoscimento economico e che conferma come il costo di quella stagione continui ancora oggi a gravare, in larga parte, sui privati che avevano investito nel progetto.

Diego David

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