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Accadde Oggi | 31 luglio 2026, 08:20

ACCADDE OGGI, 31 LUGLIO 1981. “Lo scalo di Oneglia non è un bacino per panfili e yacht: pronti allo sciopero”

I lavoratori della compagnia Ludovico Marasca si schierano contro i pontili da diporto

ACCADDE OGGI,  31 LUGLIO 1981. “Lo scalo di Oneglia non è un bacino per panfili e yacht: pronti allo sciopero”

Al grido di “Oneglia non è un bacino per panfili e yacht” i camalli di Imperia scendono in campo e vanno verso lo sciopero. I lavoratori della compagnia Ludovico Marasca si schierano contro i pontili da diporto. “Vogliamo che siano installati pontili galleggianti per imbarcazioni da diporto”, hanno scritto a chiare lettere in un documento di protesta inviato a Regione, Comune di Imperia, Capitaneria di Porto e Genio Civile. “Queste strutture, con il relativo ormeggio di piccole imbarcazioni - affermano - non corrispondono alle finalità d'uso dello scalo onegliese, che sono di tipo peschereccio e commerciale, e sono in netto contrasto con gli investimenti operati dalla Regione per il potenziamento di Calata Cuneo”.

A parere dei lavoratori portuali, la presenza massiccia di natanti e navigli da diporto “sottrae spazio utile ai traffici commerciali e alle attività della flottiglia peschereccia e a possibili sviluppi degli stessi. Resta da valutare, inoltre, l'eventualità che si verifichino difficoltà e anche pericoli durante le manovre delle navi. Si fa inoltre presente che le necessarie autorizzazioni sono state richieste e concesse al di fuori di un preventivo, necessario confronto con le organizzazioni sindacali, in barba a tutte le chiacchiere sulla ìpartecipazione' dei lavoratori”.

Non si esclude neppure che la vertenza si inasprisca al punto tale da generare forme di lotta sindacale. Dal canto suo, il consiglio dei delegati della compagnia, formato da Domenico Gilloz, Tommaso Lupi, Erminio Liandet, Alberto Giagnoni e Luciano Massabò, sottolinea che “mentre i portuali, con notevoli sacrifici, battaglie e altre iniziative, si sono battuti e si battono per lo sviluppo dello scalo commerciale di Imperia, c’è chi opera per restringere lo specchio acqueo necessario all'attività portuale, credendo che il bacino di Oneglia sia destinato a parcheggio per i panfili di pochi intimi, cacciando via chi possiede un piccolo gozzo, o costringendolo a pagare notevoli somme di denaro per avere un posto barca”.

I sindacalisti, aderenti alla Filp (Federazione italiana lavoratori dei porti)-Cgil, rilevano poi che “a ulteriore dimostrazione che i lavoratori portuali e la compagnia operano per lo sviluppo e l'occupazione, saranno prossimamente assunti 22 nuovi dipendenti, cifra non indifferente in una provincia come la nostra, già disastrata sotto il profilo occupazionale”.
Per discutere la vicenda dei pontili, è stata convocata una riunione in Capitaneria di Porto. “Se non si otterrà la revoca dell'autorizzazione alla posa in opera degli impianti, i portuali scenderanno in agitazione a oltranza, sino a giungere ad una soluzione positiva per il futuro del porto e della città”, avvertono Gilloz, Lupi, Liandet, Giagnoni e Massabò.

Giorgio Bracco

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