Il contesto storico era quella di un'Europa attraversata da forti tensioni religiose e politiche, con l'Inquisizione che esercitava pieni poteri per reprimere idee considerate eretiche o contrarie alla Chiesa cattolica. Una grande eccezione fu rappresentata dal Gran Ducato di Toscana che nel segno della tolleranza accolse anche ebrei e protestanti, pur senza venir meno alle indicazioni dottrinali della Controriforma. In realtà ebrei sefarditi si rifugiarono qui a Oneglia e Porto Maurizio dopo il 1492.
Analogamente poi, pur in tono minore, Genova e i Savoia, sempre nel rispetto delle direttive ecclesiastiche, ebbero atteggiamenti piuttosto flessibili nei loro domini nei riguardi del dissenso relugioso. Ciò nonostante anche ad Oneglia e Porto Maurizio il potere dell'Inquisizione restava molti forte. Oneglia e Porto Maurizio erano due borghi distanti e storicamente in conflitto anche durante la comune influenza genovese prima del 1576.
Dopo la cessione ai Savoia, Oneglia, come gli altri territori sabaudi, era frequentati da soggetti di fede diversa da quella cattolica. Porto Maurizio, da parte sua, era direttamente governato dall'amministrazione della Superba ed era noto per essere dotato di un porto appena costruito dal grande valore strategico; anche per tale ragione le autorità genovesi adottarono sempre una certo atteggiamento equilibrato nei confronti di casi di dissenso religioso o in occasione di processi alle streghe o a quelli agli eretici.
Circolazione di idee protestanti e anti papiste destavano comunque preoccupazione, ma più per le eventuali interferenze politiche di potenze straniere che di reali motivi confessionali: in altri termini Savoia e Genova, infatti, cercavano di separare, per quanto allora possibile, la sfera laica da quella religiosa. Pur tuttavia l'Inquisizione avviò processi e indagini severe anche contro persone di varie località limitrofe.
Il commissario dell'Inquisizione intentò processi anche nei confronti di donne accusate di eresia e di stregoneria. Nel 1598 sia ad Oneglia che a Porto Maurizio clima era comunque di paura a causa dello stretto controllo sociale e della vigilanza da parte dell'Inquisizione.
Nel caso del celebre processo alle streghe di Triora il commissario genovese di Porto Maurizio non aveva mancato di invitare alla moderazione, facendo appello al senso di umanità.














