(Adnkronos) - "Il vertice di martedì? All'incontro è stata data un'importanza maggiore di quella che aveva...". All'indomani della riunione di maggioranza sulla legge elettorale, il deputato di Fratelli d'Italia Angelo Rossi ridimensiona la portata del vertice di via della Scrofa e, interpellato dall'Adnkronos, assicura che il confronto tra gli alleati procede senza particolari tensioni. "Normalmente il tavolo tecnico-politico si riunisce per ragionare sull'andamento dei lavori. C'era anche la vicenda della calendarizzazione della discussione in Aula, quindi si è parlato pure di questo".
Rossi descrive una riunione "molto produttiva" e "molto serena". "Da quando ci vediamo sulla legge elettorale non abbiamo mai discusso. Ci sono punti di vista diversi, ci sono stati e li abbiamo appianati. Rimangono dei temi aperti, ma siamo consapevoli della loro importanza, altrimenti non staremmo ancora qui a discuterne".
Tra i dossier ancora sul tavolo, spiega, ci sono il voto dei fuorisede e il nodo delle preferenze. Sul primo punto, ricorda, "abbiamo preso degli impegni anche in Commissione" per arrivare a una soluzione. Rossi evidenzia le criticità tecniche da risolvere. "Se abbiamo un alto numero di votanti fuori sede, tu assegni un seggio alla Calabria, alla Sicilia o alla Campania perché hanno una certa popolazione. Poi una parte di quella popolazione vota in un'altra regione e c'è uno slittamento del seggio. Mi sembra evidente che questo sia un tema".
Sulle preferenze, invece, il parlamentare di Fdi invita a non ridurre il confronto a un semplice scontro tra favorevoli e contrari. "Dire che Forza Italia ha ribadito il suo no mi sembra limitato. C'è una questione delle preferenze su cui si sta provando a trovare una proposta unitaria". Del resto, osserva, "è evidente che il tema è sentito da tutti, altrimenti non staremmo ancora qui a discutere del sistema belga, del sistema toscano e delle varie ipotesi". L'obiettivo, aggiunge, è individuare "una sintesi che possa andare bene anche ai partiti che non sono favorevoli alle preferenze, perché ne evidenziano alcuni limiti". Rossi ricorda inoltre come "sono trent'anni che si fanno leggi elettorali senza preferenze. Non è questa maggioranza che le ha tolte. L'Italicum non le aveva, il Rosatellum non le ha. Oggi sentir parlare di preferenze da chi ha fatto carriera senza mettercele mi sembra abbastanza singolare".
Alle critiche delle opposizioni, e in particolare a chi sollecita la presidente del Consiglio a introdurre le preferenze, Rossi replica ricordando la posizione storica di Fratelli d'Italia. "La Meloni non ha certo problemi su questo tema. È sempre stata favorevole e propose una legge insieme a La Russa con le preferenze. Fratelli d'Italia è sempre stata chiara: vogliamo le preferenze. Dopodiché, quando c'è una maggioranza, è giusto tenere conto anche della sua unità".
Da qui la ricerca di una mediazione. "Bisogna trovare quei meccanismi all'interno del sistema elettorale che permettano, da una parte, la conoscibilità e la possibilità per l'elettore di scegliere il proprio rappresentante e, dall'altra, di mantenere un quadro che possa andare bene anche a chi evidenzia gli aspetti negativi delle preferenze". Per Fdi, ribadisce Rossi, "è prioritario che il cittadino possa scegliere il proprio rappresentante".
Rossi difende quindi l'impianto della proposta su cui lavora la maggioranza. "L'impianto è molto simile a quello attuale, con l'aggiunta del premio di maggioranza. Si è fatta la scelta di non incidere troppo sul sistema elettorale che gli italiani conoscono già. Le preferenze sarebbero un elemento di ulteriore valore per una proposta che ha già il vantaggio di garantire stabilità e una maggioranza chiara il giorno dopo il voto, senza giochi di palazzo". Infine, l'affondo contro il Rosatellum. "La legge attuale è fatta per non dare un risultato chiaro. È fatta per non far vincere nessuno, per pareggiare. Evidentemente chi non vuole cambiare la legge elettorale aspira a un pareggio per fare, come al solito, governi alle spalle degli italiani".














