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Accadde Oggi | 22 giugno 2026, 08:17

ACCADDE OGGI, 22 GIUGNO 1978. L’aborto è legale da un mese ma a Imperia quasi tutti i medici si dichiarano obiettori di coscienza

Crociata di molte donne e associazioni: “Costrette a farlo clandestinamente fuori provincia”

ACCADDE OGGI, 22 GIUGNO 1978. L’aborto è legale da un mese ma a Imperia quasi tutti i medici si dichiarano obiettori di coscienza

Sempre più grave il "problema aborto" in provincia. Quasi tutti i medici si dichiarano obiettori di coscienza e gli interventi verrebbero praticati soltanto quando è in pericolo la vita della madre. 

Fioccano le polemiche, nel capoluogo rivierasco, in merito alla legge per l’interruzione della gravidanza, approvata al Senato appena un mese fa. La maggior parte dei medici della provincia, se non praticamente tutti, si sono avvalsi della facoltà loro concessa dalle nuove norme legislative e si sono dichiarati obiettori di coscienza, non disposti quindi a effettuare aborti, per quanto legali essi ormai siano.

Negli ospedali di Sanremo, Bordighera, Ventimiglia e soprattutto a Imperia, non vengono effettuati aborti, “tranne quelli indispensabili per tentare di salvare la vita della madre”. Accade, quindi, che le donne che intendono sottoporsi all’interruzione della gravidanza (si sono sinora verificati una decina di casi) sono costrette ad allontanarsi dalla provincia di Imperia e ricorrere agli ospedali di altre città. Stesso discorso pare avvenga ad Albenga, Savona e Genova. La situazione ha provocato una nuova presa di posizione da parte del collettivo femminista di Sanremo e dell’Unione Donne Italiane della provincia. Inviata anche una lettera all’Ordine dei medici di Imperia per sollecitare “una chiara presa di posizione da parte della categoria, una posizione ufficiale che fornisca anche l’elenco dei ginecologi che si sono dichiarati obiettori di coscienza”. Analoga richiesta è stata inviata anche all'Ordine delle ostetriche e al sindacato paramedici.

Abbiamo preso atto - è scritto nella lettera all’Ordine del medici - dell’impegno assunto dall’Ordine nazionale dei medici ed espresso con il comunicato stampa di pochi giorni fa, di voler rispettare i principi democratici e la volontà di assistere la donna nel momento dell’aborto. Tuttavia - denunciano le donne favorevoli all’interruzione della maternità - poniamo in rilievo la grave situazione che si è venuta a creare nella nostra provincia. Nel comprensorio di Sanremo e Imperia, in particolare, la dichiarazione del personale medico degli ospedali di non essere disponibile ad adempiere alle norme legislative riguardanti l’aborto e dal rifiuto di molti medici privati nel rilasciare il certificato attestante la volontà della donna di abortire, permette di ribadire che, come è possibile per il corpo medico servirsi in modo corretto dell’obiezione di coscienza, è ancora più necessario che lo stesso adempia a un suo preciso dovere professionale”.

Nella nota si avanza anche l’ipotesi che “l’obiezione di coscienza sta diventando un pretesto in cui si manifestano interessi speculativi per ostacolare l’applicazione della legge". “In questo momento, molte donne che abitano nella nostra provincia si trovano nella necessità di abortire e non possono farlo nelle strutture pubbliche a causa della reticenza della maggior parte dei medici - incalzano le firmatarie della lettera - se perdurerà la situazione, quelle donne saranno costrette a ricorrere di nuovo alla clandestinità?”.

L’Ordine dei medici della provincia è stato sollecitato a ottemperare alle disposizioni di legge e all’indirizzo indicato dall’Ordine nazionale.
Invitiamo i medici della provincia ad assumere pubblicamente una posizione chiara e la Regione Liguria ad istituire una équipe mobile che possa sopperire alla richiesta di interventi nella nostra provincia”.

Giorgio Bracco

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