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Politica | 18 maggio 2026, 21:54

Porto turistico, scontro in consiglio comunale: Bracco (Pd) annuncia esposti a Corte dei Conti e Procura

Oltre due ore di dibattito sul rinvio dei canoni in capo a Marina di Imperia

Porto turistico, scontro in consiglio comunale: Bracco (Pd) annuncia esposti a Corte dei Conti e Procura

Oltre due ore di discussione accesa in consiglio comunale oggi pomeriggio sulla pratica relativa al porto turistico di Imperia.  Un confronto destinato a lasciare una lunga coda polemica. Ad alimentarla è stata soprattutto l’intenzione annunciata dal consigliere del Pd Ivan Bracco di presentare un esposto alla Corte dei conti, alla Procura generale di Genova e ai competenti uffici regionali.

Al centro del dibattito il voto sul differimento del pagamento dei canoni di servizio — circa due milioni di euro — che la società Marina di Imperia dovrebbe versare nelle casse comunali. La pratica è stata approvata dalla maggioranza, mentre l’opposizione si è espressa in maniera non compatta, complice l’astensione del capogruppo di Imperia Senza Padroni Luciano Zarbano. "Chi vuole che il porto esca dalle nebbie e prosegua vota sì. Chi è contrario al porto vota no. Tutto il resto sono chiacchiere. Se si è a favore del porto si vota sì", ha dichiarato il sindaco Claudio Scajola poco prima della votazione. Nel corso della seduta non è mancato il consueto botta e risposta tra il primo cittadino e Bracco. "Il sindaco vede il porto come un suo monumento alla memoria, ma sarà la sua tomba", ha attaccato il consigliere dem. Parole che hanno provocato la pronta replica dell’ex ministro, in un clima di forte tensione che da anni accompagna ogni discussione sul porto turistico cittadino: "Il posto dove riposare l’ho già scelto, gli auguri di morte portano bene. Nel caso mi piacerebbe una piramide”. 

Le preoccupazioni dell’opposizione, in particolare del Pd e del capogruppo Avs Lucio Sardi, si sono concentrate soprattutto sul rischio di una futura privatizzazione dello scalo.

Nel suo intervento di illustrazione della pratica, Scajola ha ripercorso le tappe amministrative del progetto del porto turistico, ricordando anche il ricevimento di cinque manifestazioni di interesse. Illustrando la pratica, il sindaco ha spiegato che "Marina di Imperia ha chiesto una modifica del contratto di servizio per consentire alla società di riequilibrare la propria situazione finanziaria, redistribuendo nei successivi esercizi i due milioni e oltre di canone annuale". Secondo l’amministrazione si configurerebbe come un mero riequilibrio, senza alcun danno per il Comune, consentendo alla società dal 2027 di incassare i canoni a favore del Comune e permettendo anche di verificare le manifestazioni di interesse, previa approvazione dei nuovi indirizzi. 

Scajola ha poi aggiunto: "Il porto di Imperia è sold out, la società non è in sofferenza. Riteniamo che sia molto appetibile la gestione dello scalo. Non abbiamo abbonato alcuna annualità, le abbiamo spalmate in 65 anni. Ci sarà una gara per stabilire il miglior gestore. Il porto lo abbiamo tirato fuori dalle secche, vogliamo difendere anche i portuali che lavorano nel bacino di Oneglia, che saranno ricompresi nella portualità cittadina".

Il sindaco Scajola ha assitito a parte della discussione tra il pubblico, dove erano presenti diversi rappresentanti di Marina di Imperia

Critico invece Luciano Zarbano (Imperia senza padroni): "Stiamo facendo un favore alla società ed emerge un allargamento della gestione privata a discapito del modello in house. Il punto è tutelare il Comune". Durissimo anche l’intervento di Ivan Bracco, che si è rivolto direttamente ai cittadini: "Stiamo facendo una follia amministrativa che gli organi di controllo dovranno verificare. I due milioni che dovevano essere inseriti nel bilancio comunale non ci saranno. Saranno regalati per 65 anni a un privato"

Sulla stessa linea la consigliera dem  Deborah Bellotti: "Su questo progetto si sa molto poco, eppure stiamo parlando del futuro della città. Trovo irresponsabile dover vigilare sui fondi pubblici in una situazione di questo tipo".

Infine l’affondo di Lucio Sardi: "Non c’è chiarezza, si darà questo porto per 65 anni a un privato. Due milioni di euro all’anno non si trovano sotto lo zerbino. Non li darà perché non se li può inventare. State mettendo in moto lo stesso meccanismo di Caltagirone. È il progetto che è sbagliato: il porto va ultimato, ma non in questo modo".

Diego David

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