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Politica | 07 maggio 2026, 10:31

Emergenza 118, il Pd porta il caso in consiglio comunale

Ivan Bracco presenta un’interpellanza: “Servono certezze reali sulla piena efficacia del servizio”

Emergenza 118, il Pd porta il caso in consiglio comunale

Il consigliere comunale del Partito Democratico, Ivan Bracco, porta in consiglio comunale il caso dello spostamento della centrale del 118 a Genova attraverso un’interpellanza rivolta al sindaco Scajola.

Nel documento, Bracco chiede all’amministrazione comunale di riferire quali iniziative concrete intenda adottare nei confronti di Regione Liguria per ottenere non solo rassicurazioni, ma “certezze reali sulla piena efficacia del servizio di emergenza 118”, alla luce delle criticità emerse nelle ultime settimane.
Secondo il consigliere dem, i problemi di funzionalità registrati dopo il trasferimento della centrale operativa potrebbero avere conseguenze anche molto gravi per i cittadini.

Tra gli episodi citati nell’interpellanza vi è quanto accaduto venerdì 1° maggio sul Capo Berta, dove un incidente stradale con tre feriti avrebbe evidenziato problemi nella geolocalizzazione degli interventi. “In base a quanto riportato dagli organi di stampa, dalla centrale di Genova sarebbero state inviate tre ambulanze provenienti da territori differenti: una della Croce Bianca di Imperia, una della Misericordia di Sanremo e una della Croce Verde Intemelia, costretta di fatto ad attraversare gran parte della provincia per raggiungere il luogo dell’incidente”, sottolinea Ivan Bracco.

Alla base della decisione vi sarebbe il nuovo sistema di gestione della centrale unica del 118. Fino a pochi giorni fa i trasporti cosiddetti “secondari” venivano coordinati dalla centrale di Bussana, che gestiva contemporaneamente anche le emergenze-urgenze, disponendo così di un quadro completo delle disponibilità delle pubbliche assistenze sul territorio, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi, quando il numero dei volontari è ridotto.

Con il nuovo assetto organizzativo, invece, le dimissioni e le consulenze sono affidate al Cot, il Centro operativo territoriale, mentre emergenze e urgenze fanno capo alla nuova centrale unica del 118. Una separazione che, secondo quanto segnalato dalle pubbliche assistenze prima dell’accorpamento, rischierebbe di creare problemi di coordinamento e scoperture operative.

Il timore espresso nell’interpellanza è che, “in caso di trasporti non urgenti, si renda necessario ricorrere a mezzi provenienti da altri territori per coprire le emergenze, con un inevitabile rallentamento delle operazioni di soccorso. Proprio per questo motivo, nei giorni scorsi, diverse pubbliche assistenze avrebbero deciso di non accettare per il Primo Maggio le richieste provenienti dal Cot per dimissioni e consulenze”.

Nel documento viene inoltre richiamato il caso avvenuto il 5 maggio scorso, quando una donna di Bordighera, colta da infarto a bordo di un’ambulanza, è deceduta in ospedale. Anche in questo episodio, secondo quanto riportato, emergerebbero presunti problemi di comunicazione e coordinamento tra le automediche presenti sul territorio e la centrale del 118. Bracco sottolinea infine che “quello della donna di Bordighera non sarebbe un caso isolato e chiede quindi che vengano chiarite al più presto le modalità operative del nuovo sistema di gestione dell’emergenza sanitaria ligure, per garantire ai cittadini un servizio efficiente e tempestivo”.

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