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Sanità | 24 aprile 2026, 14:59

Rivoluzione centrale del 118 in Liguria: Imperia verso Genova tra timori e rilancio del sistema emergenza regionale

Dal 29 aprile parte l’accorpamento: oggi l'incontro con l'assessore Nicolò e gli operatori ponentini

L'assessore Massimo Nicolò

L'assessore Massimo Nicolò

Un cambiamento definito “epocale” e destinato a ridisegnare il sistema dell’emergenza sanitaria in Liguria. Dal 29 aprile la centrale operativa del 118 della provincia di Imperia verrà accorpata a quella di Genova, nel percorso che porterà entro fine anno a una centrale unica regionale. Una riforma già avviata nei mesi scorsi con il Tigullio e destinata a coinvolgere progressivamente tutte le province liguri. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di uniformare e rendere più efficiente la gestione delle emergenze, ma il percorso non è privo di tensioni.

La riforma nasce dalla revisione del piano sociosanitario regionale, che prevede il passaggio da cinque centrali operative a una sola con sede a Genova. Il processo è graduale: dopo il Tigullio, tocca ora a Imperia, poi Savona e La Spezia, con l’obiettivo di arrivare a pieno regime nel 2026. Secondo la Regione, il nuovo modello consentirà una gestione più coordinata delle chiamate e dei mezzi di soccorso, anche grazie a sistemi avanzati di geolocalizzazione e triage telefonico .Non mancano però le critiche. Sindacati e opposizioni parlano di una riforma che rischia di penalizzare il territorio, soprattutto nelle aree più complesse dal punto di vista geografico. La riduzione delle centrali, sostengono i detrattori, potrebbe comportare difficoltà nella conoscenza capillare del territorio e nei tempi di intervento . Anche la FP CGIL di Imperia ha espresso forte contrarietà, definendo la chiusura della centrale locale una perdita strategica, ricordando che nel soccorso sanitario “il tempo è vita” .

Dalla Regione, invece, arrivano rassicurazioni: il servizio non subirà peggioramenti e i cittadini non noteranno differenze, come già avvenuto nel Tigullio, dove l’accorpamento è stato “invisibile” per l’utenza. E proprio sul confronto con operatori e personale del 118 imperiese è intervenuto l’assessore regionale alla sanità, Massimo Nicolò, che ha commentato così l’incontro: “E' stato un confronto molto costruttivo. E' innegabile che ci siano un po' di mal di pancia, il cambiamento di una situazione che dura da 30 anni e che sta andando bene è sempre difficile da accettare, però noi abbiamo rappresentato che il cambiamento deve essere anche un'opportunità, un'opportunità per trasferire le buone pratiche che ci sono qui a Imperia, Sanremo, su tutto il territorio ligure, credo che questo sia molto importante per tutti i cittadini liguri. L'unificazione delle centrali operative era un qualche cosa che noi già avevamo portato avanti direi quasi un anno fa con una delibera che proprio andava in quella direzione, abbiamo iniziato col Tigullio che abbiamo unificato a novembre, adesso è la volta di Imperia e poi sarà la volta di Savona e Spezia e entro fine anno avremo un'unica centrale operativa con anche parallelamente un numero unico per la bassa emergenza che è il 116-117, un unico intero che servirà a tutto il territorio regionale, per cui insomma nel giro di pochi mesi veramente il sistema sia di emergenza-urgenza ma anche del numero a bassa complessità verrà completamente cambiato ovviamente con l'obiettivo di migliorare quanto già non c'è.”

Il passaggio del 29 aprile rappresenta quindi uno snodo cruciale: da un lato la volontà di modernizzare e integrare il sistema sanitario regionale, dall’altro le preoccupazioni di chi teme una perdita di prossimità e conoscenza del territorio. Nei prossimi mesi sarà proprio la prova sul campo a stabilire se la riforma manterrà le promesse di efficienza o se darà ragione ai timori sollevati da operatori e cittadini.

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