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Sanità | 27 maggio 2026, 14:58

Valle Arroscia, semaforo verde di ATS Liguria ai nuovi mezzi di soccorso avanzato per rafforzare il 118

Al via dal 1° giugno la sperimentazione degli MSA1 nelle aree interne: infermieri specializzati in supporto alle emergenze

Valle Arroscia, semaforo verde di ATS Liguria ai nuovi mezzi di soccorso avanzato per rafforzare il 118

Semaforo verde da parte di ATS Liguria alla messa in disponibilità, in fase sperimentale, di due mezzi di Soccorso Avanzato (MSA1), con autisti-soccorritori a chiamata per il trasferimento urgente di personale infermieristico dipendente dell’Area 1, secondo le disposizioni della Centrale Operativa 118, per il territorio della Valle Arroscia e dell’area Sanremo-Taggia.

L’iniziativa è finalizzata a garantire attività di supporto agli interventi sanitari in emergenza, in affiancamento alle ambulanze già operative sul territorio, e si inserisce nel più ampio percorso di ampliamento delle competenze infermieristiche, sviluppato attraverso formazione di base e post-base. Un progetto che rappresenta un ulteriore rafforzamento del sistema di emergenza territoriale.

Il servizio prenderà ufficialmente il via il 1° giugno e resterà attivo, in via sperimentale, fino al 31 ottobre 2026. L’obiettivo è quello di potenziare l’assistenza sanitaria e migliorare la tempestività degli interventi nelle cosiddette “aree interne”, spesso caratterizzate da maggiori difficoltà logistiche e tempi di percorrenza più lunghi.

ATS Liguria precisa che il nuovo MSA1 non andrà a sostituire le automediche, che continueranno a essere pienamente operative, ma fungerà da strumento di supporto e integrazione, con la finalità di ottimizzare il sistema di emergenza e valorizzare al meglio le risorse professionali disponibili.

L’infermiere opererà in stretta connessione con la Centrale Operativa 118 o con il medico presente sull’automedica, assicurando un coordinamento costante durante gli interventi. 

Il nuovo modello organizzativo consentirà inoltre di ridurre l’impiego delle automediche nei casi meno complessi, garantendo così una maggiore disponibilità dei mezzi medicalizzati per le situazioni cliniche più gravi e contribuendo a un miglioramento complessivo della risposta alle emergenze sul territorio.

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