Sciopero del personale ospedaliero: tocca ai militari della Camandone servire i pasti a pazienti e degenti.
L’astensione dal lavoro dei dipendenti del nosocomio del capoluogo ha visto una partecipazione pressoché totale: la percentuale ha superato il 98%. Hanno aderito anche il 75% degli allievi infermieri professionali. Per attenuare i disagi, la direzione dell’ospedale ha preso, in accordo con le organizzazioni sindacali, misure straordinarie. “Con il consenso dei sindacati, abbiamo ottenuto l’intervento di una decina di militari del comando di Diano Castello - conferma il presidente, Benito Ruscigni - un aiuto sostanziale è stato anche fornito dalle crocerossine, dai giovani pionieri della Cri e dalle Dame di San Vincenzo. Siamo così riusciti, con la collaborazione di un tecnico autorizzato dalle organizzazioni sindacali, fornire a tutti gli ammalati un pasto caldo. Voglio dare atto al personale di aver cercato di non aggravare i disagi dei degenti, pur cercando di difendere i propri interessi. La categoria degli ospedalieri è in questo momento fra le più sacrificate economicamente”.
A Sanremo, la cucina ha funzionato regolarmente e i pasti sono stati serviti caldi. “L’amministrazione dell'ospedale - hanno dichiarato i sindacalisti - si è preoccupata per tempo di ingaggiare cinque cuochi esterni per fronteggiare la situazione. Un cuoco dell’ospedale è rimasto in servizio per fornire e collaborare le diete speciali necessarie per certi ammalati”. Tutti i servizi di pronto soccorso e la sala operatoria d’urgenza, sia a Imperia sia a Sanremo, sono stati comunque garantiti.














