Settecento firme per l’isola pedonale in via Cascione. Nel documento, firmato da abitanti ed esercenti del centro storico portorino, si chiedono più parcheggi, eventi e il potenziamento dell’illuminazione pubblica.
Stop alle auto, passeggio e shopping liberi da smog e rumori, alberi e aiuole, facciate dei palazzi rimesse a nuovo, dehors di bar e ristoranti lungo l’arteria, lampioni in stile.
Una cartolina, quella auspicata dai firmatari della petizione, che il Comune non potrà mettere in un cassetto e dimenticarli lì per anni. “Via Cascione ha le carte in regola per diventare il vero salotto della città – sostengono i 700 - in futuro potrà essere trasformata in isola pedonale in pianta stabile, un’oasi di pace e tranquillità: ci diranno che si tratta di un un progetto a lunga scadenza che avrà bisogno di verifiche e controlli. Ma almeno che si cominci a lavorare in questa direzione”.
A promuovere l’iniziativa è stato Bruno Ferrante, esercente di via Cascione, che insieme ad alcuni colleghi ha organizzato una riunione pubblica al Ridotto del teatro Cavour. Dall'incontro, il primo per sensibilizzare opinione pubblica e Comune sul tema, sono emerse interessanti indicazioni. Una parte di coloro che vivono a Porto Maurizio si sente trascurata rispetto a Oneglia. “Non possono non intimorirci programmi di sviluppo che prevedono centri commerciali, nuove costruzioni e uffici concentrati esclusivamente nella zona a levante - conferma Soprano - non è rivalità né campanilismo: chiediamo semplicemente uno sviluppo armonioso e omogeneo della città. Altrimenti il rione portorino rischia di diventare un dormitorio”.














