In occasione della Festa della Donna, la voce della scrittrice e poetessa Daniela Burò Ghiglione si distingue per sensibilità, profondità e attenzione ai temi umani più delicati. Torinese di nascita ma ligure d’adozione, l’autrice vive nella suggestiva Val Prino, in un borgodel Ponente, dove continua a coltivare la sua passione per la scrittura e per lo studio delle discipline orientali.
La sua più recente opera, “Anime in Connessione”, è una raccolta composta da diciannove racconti brevi che esplorano l’interiorità dei personaggi e i legami invisibili che uniscono le persone. “La mia opera si intitola ‘Anime in Connessione’: sono diciannove racconti brevi. Anime, perché ognuno dei racconti descrive psicologicamente l’interiorità di un personaggio”, spiega l’autrice.
Nei racconti di Daniela Burò Ghiglione non esistono confini geografici o culturali rigidi: una località ligure può intrecciarsi con un villaggio in India, in una narrazione dove la distanza si annulla e ciò che conta è il legame umano. “Non c’è un particolare confine regionale: descrivo una località ligure allo stesso modo di un paese in India. È proprio lì che avviene la magia, perché tutto è in connessione”, racconta. La raccolta affronta con delicatezza temi sociali importanti come la vecchiaia, l’emarginazione, la disabilità, la diversità di genere, ma anche l’amore per gli animali, la dimensione della leggenda, della fiaba e del sogno. “Sono molto sensibile a determinati argomenti sociali e cerco di dar loro spazio nella mia scrittura. Allo stesso tempo amo il racconto onirico e fantastico, con suggestioni che ricordano l’immaginario borgesiano”, sottolinea Daniela.
In un tempo in cui tutto sembra scorrere rapidamente, la scrittura di Daniela Burò Ghiglione propone una pausa, uno spazio per ascoltare e osservare con maggiore profondità. “In un mondo che corre veloce, dove spesso ci si sfiora senza vedersi davvero, queste storie sono un invito a fermarsi, respirare e ascoltare”, afferma. I protagonisti dei racconti sono persone comuni, spesso ispirate anche a memorie personali dell’autrice. Personaggi che non si conoscono tra loro, ma che risultano legati da un filo narrativo invisibile capace di attraversare le storie. “I personaggi sono diversi tra loro e spesso non si conoscono, ma sono accomunati da un filo invisibile. Dalla carta prendono vita come persone vere, con un cuore pulsante, e il lettore può ritrovare in loro una parte di sé”, spiega. Ogni racconto è breve ma lascia spazio all’immaginazione, invitando il lettore a riflettere su ciò che accade prima e dopo la storia. “Mi piace lasciare immagini ed emozioni che tornano a galla quando meno ce lo si aspetta”, aggiunge.
Il messaggio più profondo della raccolta riguarda il senso di appartenenza e di relazione tra gli esseri umani. “Le anime sono in connessione perché voglio ricordare che, in fondo, nella vita nessuno di noi è davvero solo. Anche i lettori entreranno in connessione immergendosi in queste storie”, conclude Daniela Burò Ghiglione.
Daniela Burò Ghiglione ha frequentato il Liceo Artistico prima a Torino e poi a Savona, proseguendo gli studi alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova. Da sempre si dedica alla scrittura, affiancandola allo studio delle discipline orientali e all’impegno nella cura e nel benessere degli altri attraverso studi estetici. Vive oggi con il marito, i due figli e i suoi amati cani e gatti in un caratteristico borgo della Liguria di Ponente. Tra i suoi lavori più recenti figurano “E il vecchio albero per ricambiare fiorì” (Edizioni Lulu, 2021), “La collina dei fragili equilibri” nell’antologia Hurricane (Aletti, 2021) e “Urbexland – le terre del liminare” (Edizioni Lulu, 2023). Nel 2022 ha ottenuto la menzione come miglior autore ligure al 28° Premio Nazionale “Ossi di Seppia” e nello stesso anno ha ricevuto la menzione d’onore al Premio Letterario Internazionale “Antonio Semeria”, al Casinò di Sanremo, con la silloge Colori veri. La raccolta “Anime in Connessione” ha inoltre conquistato il terzo posto al Premio Letterario Internazionale “Antonio Semeria” – Casinò di Sanremo, confermando il valore di una scrittura capace di unire introspezione, immaginazione e attenzione per l’animo umano.














