Venerdì 27 marzo 2026 alle ore 16.30, presso EXPO SALSO (Calata Anselmi 2, Imperia), la rassegna E-QUI-LIBRI ospiterà un appuntamento speciale dedicato al centenario della nascita di Agostino Omini, tra le figure più influenti del ciclismo internazionale.
L’evento vedrà la presentazione del volume “UNA VITA IN CORSA - Da Milano al mondo: dietro le quinte del grande ciclismo”, un’opera che rappresenta al tempo stesso una testimonianza storica e un intenso omaggio familiare. A introdurre l’autrice sarà il coordinatore della Voce di Imperia, Diego David.
Il libro prende forma a partire dai celebri “quaderni” di appunti che Omini ha compilato per decenni, veri e propri diari inediti in cui sono custoditi aneddoti, riflessioni, sfide politiche e visioni che hanno contribuito a trasformare profondamente il mondo delle due ruote, rendendolo più moderno e strutturato.
Curato dalle figlie Antonella ed Elisabetta Omini e pubblicato da Antea Edizioni di Angelo Giudici, il volume nasce dal desiderio di condividere il “diario di bordo” di un uomo che ha attraversato il Novecento con determinazione e lungimiranza. Dalle umili origini – quando a soli 12 anni lavorava come fattorino per sette lire al giorno – fino ai vertici dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), la sua storia si intreccia con quella del boom economico italiano e della rinascita dello sport.
Il racconto si avvale della prefazione di Pier Augusto Stagi e della collaborazione di Ivo Bensa, amico fidato e figura chiave nella “decifrazione” dei manoscritti, spesso complessi e densi di significato, tanto da essere paragonati a veri e propri geroglifici.
Tra le pagine emergono anche importanti retroscena sulla Sei Giorni di Milano, che Omini trasformò in un evento mondano di primo piano, paragonabile alla “Scala” del ciclismo, e sulla nascita nel 1990 della UEC (Union Européenne de Cyclisme), di cui fu tra i soci fondatori.
“Una vita in corsa” non è dunque una semplice cronologia di successi, ma un viaggio umano e professionale dentro la visione di un dirigente che ha lasciato un segno profondo nella storia del ciclismo mondiale.














