Imparare a cogliere i segnali di disagio per indirizzare chi ha bisogno di aiuto. A Imperia sono state formate delle “sentinelle nelle professioni contro la violenza”, nell’ambito di un progetto promosso da Soroptimist e Confartigianato.
L’iniziativa ha coinvolto professionisti del settore benessere, come estetiste e parrucchieri, che hanno partecipato a due incontri di formazione per imparare a riconoscere possibili segnali di violenza e, quindi, indirizzare le donne verso i servizi di aiuto e i centri antiviolenza. "L’obiettivo è ampliare le reti informali di supporto, creando nuovi presidi capaci di riconoscere i segnali di una relazione tossica", spiega Maddalena Oddone, referente del progetto per Soroptimist.
Il percorso ha coinvolto soprattutto i giovani: figure specializzate hanno incontrato gli studenti delle scuole professionali per offrire strumenti utili a chi si sta affacciando al mondo del lavoro, promuovendo empatia e capacità di ascolto. "Non si tratta di sostituirsi alle figure professionali – prosegue Oddone – ma di imparare a riconoscere alcuni segnali tipici delle relazioni violente e indirizzare la persona verso un percorso di aiuto". Alla formazione hanno preso parte anche figure della rete territoriale, tra cui medici del pronto soccorso, forze dell’ordine, operatori dei centri antiviolenza e assistenti sociali.
Tra i partecipanti anche Cristian Castigliola, parrucchiere e titolare dell’omonimo salone in via De Sonnaz, nonché presidente di categoria. "Lo scopo è sensibilizzare e offrire strumenti concreti – racconta Castigliola –. Nel nostro lavoro siamo spesso a contatto con le emozioni delle clienti: tra una piega e un trattamento possono emergere confidenze, anche velate. Non si tratta di fare pettegolezzo, ma di saper cogliere segnali di disagio e avere la delicatezza per fornire indicazioni utili".
I momenti dedicati alla cura personale possono così diventare occasioni preziose per intercettare situazioni di fragilità e orientare le donne verso percorsi di ascolto e sostegno. "È una bellissima iniziativa – conclude Cristian Castigliola – perché permette di prendersi cura delle persone a 360 gradi, non solo della loro immagine".














