Riceviamo e pubblichiamo dallo staff del sindaco Diano Marina Cristiano Za Garibaldi
La vicenda dell'artista di strada multata a Diano Marina ha scatenato una tempesta mediatica sui social network, in particolare su Facebook, generando decine di commenti indignati e attacchi nei confronti della Polizia Locale. La narrazione diffusa, che parla di una sanzione comminata "per aver suonato la chitarra", si è rivelata fuorviante, alimentando una polemica a seguito della quale il Comune ha ritenuto fondamentale esprimersi nel rispetto del lavoro delle forze dell'ordine e della corretta informazione. La sanzione è scaturita da una segnalazione telefonica pervenuta al Comando, che denunciava una situazione di intralcio in termini di sicurezza pubblica. L'artista si era infatti posizionata in mezzo al percorso pedonale del mercato settimanale, accompagnata da sette cani. Questa collocazione non solo ostruiva il normale flusso dei pedoni e dei visitatori del mercato, ma rappresentava un ostacolo concreto al camminamento, in palese violazione delle norme di sicurezza e del regolamento comunale. Gli agenti, intervenuti sul posto, hanno gentilmente chiesto all'artista di spostarsi nell'area specificamente destinata alle esibizioni di strada, ovvero il Lungomare Italia, come previsto dal regolamento. La donna si è categoricamente rifiutata di ottemperare alla richiesta di spostamento, continuando a intralciare il passaggio pedonale, tra l'altro senza provvedere a raccogliere gli escrementi dei cani.
Per fare chiarezza sulla vicenda, è intervenuto il sindaco di Diano Marina, che ha voluto sottolineare l'importanza del rispetto delle regole per la convivenza civile. "Comprendiamo e apprezziamo la sensibilità dimostrata dai cittadini, che si sono mobilitati per aiutare una persona in difficoltà (anche se la sanzione per cui dicono di aver fatto raccolta fondi non risulta pagata)" ha dichiarato Cristiano Za Garibaldi. "Tuttavia, è necessario ribadire che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri e che essere persone civili significa anche rispettare le regole che garantiscono l'ordine e la sicurezza di tutti". Il primo cittadino ha poi aggiunto un commento sui rischi della disinformazione "La diffusione di una notizia parziale e distorta ha avuto l'unico effetto di gettare discredito sulle forze dell'ordine, che hanno agito in modo impeccabile, offrendo una soluzione alternativa prima di procedere con la sanzione. Questo episodio evidenzia il pericolo della disinformazione che, amplificata dai social network, può danneggiare l'immagine di chi opera quotidianamente per il bene della comunità. Invito tutti i cittadini e agli organi di stampa a verificare il più possibile i fatti prima di alimentare polemiche che incitano a odio e diffamazione". Proprio in merito alle offese alla reputazione, il Comandante della Polizia Locale precisa "Ricordo che la diffamazione è un reato (Art. 595 c.p.), in considerazione del quale potranno essere valutati i provvedimenti dovuti nei confronti di coloro che si sono espressi in maniera offensiva, per tutelare il buon nome del corpo di Polizia locale e della città stessa".
Egregio signor Sindaco,
condanniamo, come Lei, senza alcuna esitazione, le reazioni più sguaiate e offensive comparse sui social network da parte di alcuni follower. Commenti che abbiamo prontamente oscurato, come da prassi, nel rispetto delle persone e delle Istituzioni.
Diverso è il discorso per i commenti che esprimevano un legittimo diritto di critica: un diritto che, al di là delle personali sensibilità, resta uno dei pilastri di un ordinamento democratico e che non può essere confuso con l’offesa gratuita.
Per quanto riguarda la ricostruzione dei fatti da Lei richiamata, desideriamo precisare che essa è stata puntualmente riportata nell’articolo pubblicato nella giornata di ieri, a firma della giornalista Sara Balestra.
Alla luce di ciò, respingiamo al mittente le accuse di disinformazione o mala informazione, che non trovano riscontro nel lavoro svolto dalla nostra redazione, improntato a correttezza, equilibrio e verifica delle fonti.
Restiamo convinti che un confronto trasparente, anche quando acceso, sia sempre preferibile a semplificazioni o attribuzioni improprie di responsabilità.
Un cordiale saluto
Diego David














