Oggi è l'83° compleanno del basso italiano, artista capace di esibirsi in tutti i più prestigiosi teatri del pianeta. Una famiglia d'origine, la sua, piena di talento. La madre, Livia Silvestri, era figlia del grande pittore veneziano Tullio Silvestri (amico personale dello scrittore James Joyce); il padre, Cesare Zanazzo, era invece stato pilota e comandante d'aereo impegnato in missioni di guerra nel Nord Africa.
Sin da bambino, il promettente Alfredo si appassiona alla musica e al canto, in particolare. Il suo idolo è Pat Boone, di cui ascolta ogni pezzo per decine di volte, cercando di imitarne il timbro vocale. Terminati gli studi classici, collabora in qualità di pianista e cantante, con diversi gruppi musicali. Una di queste collaborazioni lo porterà in giro per il mondo per una decina d'anni: Olanda, Germania, Libano Kuwait, Iran,Etiopia, Filippine, Hong Kong. A Teheran conosce il baritono Michele Casato, allora direttore artistico del Teatro d'Opera dello Shah, che lo convince ad avviare lo studio del canto lirico che Zanazzo comincerà a Manila, dall’ex soprano filippino Luisa Tapales.
Tornato in Italia, nel 1974 arriva l'atteso debutto, a Genova, nei panni di Sparafucile nel Rigoletto di Verdi. In cinquant’anni di carriera, Zanazzo ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo, dal Teatro alla Scala all’Arena di Verona, dall’Opera di Vienna al Metropolitan di New York. Voce di vero basso profondo di scuola italiana, con un timbro di rara bellezza (“autentico colore di basso”, scrisse anni fa il critico Giorgio Gualerzi), Zanazzo ha vestito i panni dei più grandi personaggi del repertorio verdiano, come Zaccaria, Fiesco, Filippo II, Ramfis, Padre Guardiano, senza peraltro mai abbandonare il repertorio del cosiddetto belcanto, oltre a quello francese e russo. In tema lirico, il suo repertorio copre una sessantina di spartiti operistici.

Qualche anno fa è uscita una sua autobiografia, per Antea Edizioni, dal titolo Una voce di Imperia nel Mondo."Sembra un’autobiografia, ma la vita di Alfredo Zanazzo è così piena di avvenimenti da meritarsi in pieno il titolo di “romanzo” - scrive nell'introduzione il giornalista e scrittore imperiese Franco Bianchi - Alfredo ci parla di avventura già da neonato, sfuggendo alle bombe grazie ad una madre coraggiosa. Ci parla dei difficili rapporti con il padre, pur legato a lui da un amore profondo. Ci racconta le sue prime strimpellate, il successo internazionale come componente di un’orchestra che arriva alla corte dello Scià di Persia...

E poi viviamo con lui la svolta che lo proietta nel mondo della lirica, dove assurge a palcoscenici di tutto il mondo. Ed è proprio in questo mondo che Alfredo, con accanto l’adorata moglie Mirella, inizia un nuovo viaggio che durerà quattro decenni, tra grandi successi iniziali e momenti difficili, talvolta, a causa delle insidie del teatro".














