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Accadde Oggi | 30 agosto 2025, 07:01

ACCADDE OGGI, 30 AGOSTO 1893. Nasce a Oneglia Nino Ciccione: al giovane eroe-calciatore della Prima Guerra è dedicato dal 1959 lo stadio dell'Imperia

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ACCADDE OGGI, 30 AGOSTO 1893. Nasce a Oneglia Nino Ciccione: al giovane eroe-calciatore della Prima Guerra è dedicato dal 1959 lo stadio dell'Imperia

Promessa del calcio nazionale, Nino Ciccione - colui che dà il nome allo stadio onegliese che da un secolo e più ospita le partite casalinghe dell'Imperia calcio - era nato a Oneglia il 30 agosto del 1893. Scomparve giovanissimo, per i postumi delle ferite di guerra, il 15 aprile 1918. Il giocatore era destinato a una grande carriera da portiere in quel Genoa che, ironia della sorte, era nato proprio nel suo stesso anno, appunto il 1893

A far svanire un sogno che pareva ormai essere sul punto di essere realizzato ci pensò la chiamata al fronte durante la Prima Guerra. Ciccione venne gravemente ferito sulle colline intorno a Caporetto nel luglio 1915. Se ne andò, tra atroci sofferenze, tre anni dopo. Figlio di Damiano Ciccione, funzionario della dogana di Genova e dell'onegliese Giovanna Belgrano, Nino si trasferì nel capoluogo ligure in giovane età. Qui cominciò a giocare a calcio, scegliendo subito il ruolo di estremo difensore. Le sue doti lo portarono, nel 1908, a entrare nell'allora gloriosa squadra rossoblù. La sua passione era così forte che spesso trascurava gli studi, subendo di fatto i continui rimproveri del burbero papà. 

Compagni di squadra e amici dell'epoca lo descrissero come "ragazzo generoso e appassionato, amato e rispettato per la sua abnegazione, l'altruismo e lo spirito di sacrificio e dedizione". Ciccione si arruolò nel 41° Reggimento di Fanteria della Brigata Modena con il grado di caporale. Dopo essere stato inizialmente contrario alla guerra, in una lettera del 1917 dichiarò invece di essersi convinto che l'intervento dell'Italia fosse necessario per evitare gravi conseguenze. 

Le sue lettere dal fronte furono commoventi: Nino descriveva bene sacrifici, fatica e privazioni quotidiane ma anche i momenti di cameratismo e le difficoltà del conflitto, compresa la pioggia incessante e i pericoli delle battaglie campali. Partecipò a diverse azioni belliche sul fronte, in particolare sull'Altopiano del Carso. Uno degli episodi più significativi fu l'assalto al Monte Nero, importante azione offensiva contro le truppe austro-ungariche. Durante questo scontro, il 27 luglio 1915, Ciccione venne gravemente ferito alla testa da un colpo nemico. Trasportato d'urgenza dal campo di battaglia, fu ricoverato prima nell'ospedale della Croce Rossa Italiana a Crema, dove ricevette le prime cure. Le ferite riportate, però, erano talmente gravi che Ciccione fu riformato, esonerato dal servizio attivo a causa della sua incapacità fisica di continuare a combattere. 

Nonostante il suo ritiro dal fronte, le conseguenze delle lesioni lo perseguitarono sino alla morte. Ciccione trascorse quasi tre anni in ospedali militari, lottando contro le complicazioni legate al suo precario stato di salute. Sino al suo decesso, avvenuto il 15 aprile 1918 presso l'Ospedale Pammatone di Genova

La città di Imperia decise, nel 1959, di intitolargli il campo sportivo cittadino, riconoscendolo non solo come un grande sportivo ma anche come un eroe caduto per l'Italia. La partita inaugurale dello stadio Nino Ciccione fu giocata tra l’Imperia e il Genoa, la squadra a cui Nino era profondamente legato, in un tributo che univa sport e patriottismo.  Di lui si parla nel libro "Gli Imperiesi caduti e dispersi nella Grande guerra 1915-18" di Petronio-Repetti, consultabile presso la biblioteca dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea di via Cascione  a Imperia e nel volume "La Grande guerra nel pallone", scritto dall’imperiese Enzo Ferrari su idea di Emilio Varaldo, avvocato e più volte consigliere comunale.

Giorgio Bracco

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