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Sanità | 27 agosto 2025, 10:35

Covid e contagi di fine estate: casi anche in Liguria

L'infettivologo Matteo Bassetti: “È ancora un problema per anziani e fragili”

Covid e contagi di fine estate: casi anche in Liguria

Mentre mezza Liguria si gode gli ultimi scampoli d'estate, in questo finale d’agosto 2025 tornano i tamponi positivi. Covid 2025, l’ultima variante ribattezzata a inizio giugno si chiamava ‘Nimbus’, a rilevarla in Italia era stato il laboratorio di Igiene di Genova ormai due mesi fa, dopo che a maggio l’Oms aveva inserito il nuovo sottogruppo nelle categorie di monitoraggio. Nessun allarme, ma non sono pochi i liguri in queste settimane ancora estive finiti a letto con sintomi influenzali o para-influenzali, che a tampone sono risultati positivi al covid (spoiler: i tamponi funzionano ancora).

Nonostante non si tratti di emergenza, né la situazione desti allarme, la o le ultime varianti non hanno smesso di circolare, a cinque anni di distanza dal periodo più cupo della pandemia. E a ricordarlo, proprio nell'estate in cui l'attenzione era caratterizzata dal tema arbovirosi e dalle infezioni ‘esotiche’ trasmesse dalle zanzare, Zika, Dengue e West Nile tra tutte, è bastato un video social di Stash, il frontman dei The Kolors, anche lui messo a letto dal test positivo al covid.

Un’ondata che gli esperti si aspettavano e che si è manifestata sul finire di stagione portando sintomi per lo più lievi, che vanno dalla febbre al forte mal di gola, tosse ma anche dolori muscolari e articolari, e congestione nasale.
L’ultimo report pubblicato dal ministero della Salute, relativo alla settimana dal 14 al 20 di agosto 2025, riportava 36 casi positivi censiti dalla sanità ligure (erano 44 nella settimana precedente) zero decessi, a fronte di 583 tamponi effettuati per un tasso di positività del 6,2%.
Lontani dai dati dell'estate di cinque anni fa, certo, ma ancora in circolazione.

Molti si sono stupiti di vedere il cantante dei The Kolors annullare i concerti perché ha il covid - spiega l'infettivologo genovese Matteo Bassetti -  ma perché? Perché molti pensano che il covid non esista più, che fosse qualcosa che riguardava il 2020-2021. Ma il covid continua ad essere presente. Certamente non con quelle proporzioni, con forme molto simili all'influenza. Ma abbiamo persone nuovamente ricoverate con il covid, dopo molto tempo in cui non le vedevamo”.

Perché? Perché è considerato un non problema - continua Bassetti -  ma per qualcuno lo è ancora, le persone più anziane e quelle più fragili ad esempio. Quindi, non pensiamo tutto sia passato, il covid non è più lo stesso di allora ma è uno dei virus che causano sindromi respiratorie, simili all'influenza, e in alcune situazioni può dare delle polmoniti anche più gravi”.

Dobbiamo imparare a conviverci - conclude - di covid si continua a parlare perché è un problema non solo in Italia ma anche in tanti altri Paesi. E non è buttando la polvere sotto i tappeti che si risolvono i problemi, ma guardandoli negli occhi”.

Valentina Carosini - La voce di Genova

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