Scompare a Imperia Beniamino Giribaldi, originario di Montegrazie, era tra i più grandi organari (artigiani in via di estinzione specializzati nella produzione e manutenzione, pulitura e restauro di organi completi e di molte parti utilizzate nella loro costruzione).
Nato nel 1942, Giribaldi aveva cominciato i suoi presso la bottega di Celestino Gandolfo. In seguito, lavorò a Pedemonte, Veneto, nel laboratorio del celeberrimo Barthélemy Formentelli. Da quest'ultimo apprese le metodologie relative al restauro degli organi antichi.
Maturate ed elaborate queste esperienze, Giribaldi si concentrò sugli organi toscani della famiglia Agati, presenti in discreto numero nel ponente ligure. In particolare, approfondì lo studio sull'estetica e sulle misure delle canne.
Fondatore della bottega organaria "Fiffaro", Giribaldi sarà poi in grado di realizzato ex novo alcuni strumenti, oltre naturalmente a effettuare numerosi interventi di restauro su organi antichi. L'elenco dei restauri di Giribaldi è lunghissimo. Tra i tanti lavori a lui ascritti spiccano i restauri del prezioso organo Nicomede Agati del 1840, quelli della chiesa di Sant'Antonio Abate a Ventimiglia e della chiesa dei Santi Giacomo e Filippo (1839) di Taggia. Giribaldi fu anche consigliere comunale a Imperia tra il 1970 e il 1980.

A Montegrazie, suo paese natale, si dedicò anima e corpo alla valorizzazione del Santuario, diventandone i qualche modo l'indiscusso custode e cicerone per i pellegrini e i turisti in visita. Fu anche tra i soci fondatori dell’Associazione Amici del Santuario di Montegrazie. Alla sua memoria, ogni anno, Montegrazie lo onora con la rassegna estiva di concerti del ciclo Musica al Santuario.














