"Può anche esserci stato un abbattimento delle liste d'attesa, ma a che prezzo?" A lanciare l'interrogativo sono Nico Zanchi e Alessio Lanteri, della Fp Cisl della provincia di Imperia, commentando i dati diffusi da Agenas e dal Ministero della Salute sulle liste d'attesa relativi al primo semestre del 2026.
Le rilevazioni evidenziano risultati particolarmente positivi per la Liguria. Secondo il presidente della Regione, Marco Bucci, i dati "confermano gli ottimi risultati della Liguria, che registra uno dei miglioramenti più significativi a livello nazionale nel rispetto dei tempi di garanzia per le prime visite specialistiche". Il governatore ha, inoltre, sottolineato come "con l'82,9% delle prime visite erogate entro i tempi previsti, la Liguria si colloca tra le Regioni con le migliori performance e, soprattutto, segna un incremento di circa 20 punti percentuali rispetto al 2025, il più alto d'Italia. Anche sul fronte degli esami diagnostici il dato è positivo: l'85,8% delle prestazioni viene effettuato entro i tempi di garanzia, collocando la Liguria tra quelle sopra la media nazionale".
Per la Fp Cisl, tuttavia, dietro questi numeri si nasconde una realtà più complessa. "Non è tutto oro quello che luccica. Il ricorso alle prestazioni private e alle cooperative ha sì contribuito a ridurre le liste d'attesa, ma ha anche prosciugato le casse della Regione. Nel nostro territorio, in particolare, il riferimento è all'ospedale Saint Charles di Bordighera. Le liste d'attesa sono diminuite, ma i costi sono lievitati in maniera considerevole" sostengono Zanchi e Lanteri.
I due rappresentanti sindacali puntano poi il dito sulle promesse formulate in occasione della costituzione dell'Azienda sanitaria unica. "Ci chiediamo che fine abbia fatto il tanto sbandierato allineamento degli stipendi, annunciato al momento della nascita dell'azienda unica e mai concretizzato. Si tratta di un impegno che, ad oggi, non è stato mantenuto".
La riflessione si sposta quindi sul problema, ormai cronico, della carenza di personale. "È vero che mancano medici, infermieri e operatori socio-sanitari, come dimostra la partecipazione al concorso che ha già superato le 100 candidature per 40 posti da Oss, di cui 20 destinati all'Asl 1 e 20 all'Asl 2. Chiederemo, comunque, che le graduatorie rimangano aperte, così da poter rispondere anche alle future esigenze di organico" concludono Nico Zanchi e Alessio Lanteri.














