È stato un sabato diverso dal solito quello andato in scena al campo a 7 di San Lorenzo al Mare, dove protagonisti non sono stati solo pallone e gol, ma anche spirito di comunità, cori, fumogeni e l’irrinunciabile voglia di stare insieme. In una cornice genuina fatta di carne alla brace, birre fresche e sorrisi, si è parlato anche – e naturalmente – delle vicende dell’Imperia Calcio, che pur essendo stata iscritta al campionato di serie d, attraversa un periodo non facile della sua storia.
In un periodo in cui il calcio professionistico e non solo quello professionistico appare sempre più malato di soldi e cattiva gestione, la piazza neroazzurra ha risposto con passione. Nessun proclama, nessuna polemica, ma un confronto sereno tra chi ama questa maglia da anni, da una vita.
Tra i presenti a quella he è stata definita 'Operazione 18100' anche alcune famiglie con bambini e diversi tifosi storici, non appartenenti al mondo ultras, che hanno voluto esserci per testimoniare il loro attaccamento. E proprio da questo dialogo tra generazioni e visioni diverse è nato un piccolo 'patto morale': se sarà necessario, la città saprà dimostrare comee ha sempre fatto il proprio amore per l’Imperia, in modo serio, concreto, con la stessa dignità di chi non si è mai arreso.
A dare un senso più profondo all’iniziativa, la presenza simbolica di Cecco – sempre nel cuore di chi vive e tifa Imperia – sotto la cui bandiera ideale si è svolto tutto. Perché più forte di ogni risultato, di ogni presidente o stagione storta, resta l’identità e il sentimento di appartenenza.














