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Attualità | 10 luglio 2023, 11:33

"Pronto soccorso in codice rosso" la CGIL manifesta a sostegno della sanità pubblica (foto e video)

Maurizio Calà: "La provincia di Imperia è disastrata, c'è una difficoltà oggettiva a curarsi"

"Pronto soccorso in codice rosso" la CGIL manifesta a sostegno della sanità pubblica (foto e video)

Si è svolto questa mattina davanti all’ospedale di Imperia il presidio organizzato dalla CGILPronto soccorso in codice rosso”, una mobilitazione per dire basta alla privatizzazione della sanità e volta a richiedere un piano straordinario di assunzioni, la diminuzione delle liste di attesa e maggiori risorse e fondi. 

LE INTERVISTE: 

Fulvio Fellegara, segretario provinciale della CGIL, spiega le ragioni dell’iniziativa: “Noi abbiamo iniziato un lungo percorso di mobilitazione che si è svolto a livello nazionale, regionale e qua a Imperia, in difesa della sanità pubblica, in difesa del diritto delle persone di essere curate in tempi decenti.

Sul nostro territorio il pronto soccorso è la punta di un iceberg che ha mille altri problemi, i tempi di permanenza nel pronto soccorso sono esagerati, ore e ore di attesa, con un carico di lavoro sugli operatori che è micidiale. Si hanno problemi sia per chi lavora nella sanità sia per il cittadino che alla sanità si rivolge. Abbiamo liste di attese per la diagnostica ed esami strumentali che sono infinite, anche superiori a un anno, di due anni per una cataratta.

Questo comporta una privatizzazione indiretta della sanità che già oggi stiamo vivendo. Chi può permetterselo va dal privato, paga, chi non può permetterselo rinvia le cure o addirittura le sospende. Così non va bene, serve una campagna di assunzioni straordinaria. Questa Asl spende quasi 4 milioni in un anno per i medici a gettone, quattro volte tanto il costo di un medico normale, per tappare buchi senza dare continuità di assistenza.

Inoltre, non siamo assolutamente contrari alla formazione, è giusto che ogni azienda, compresa l’asl, la faccia, ma pensare in un momento in cui le persone non si curano o fanno fatica a curarsi, qualcuno spenda i soldi per fare un corso di rafting denota quanto sia scollegato dalla realtà chi governa la politica di questo territorio. Ci sono tempi e modi, c’è il buon gusto e il buon senso che qui sono venuti a mancare, bisogna rimanere con i piedi per terra, lavorare per nuove assunzioni e per mantenere pubblico il servizio sanitario locale". 

Si è espresso così Maurizio Calà, segretario regionale CGIL: “Il dato che questa regione abbia problemi strutturai viene dal fatto che siamo la prima regione al nord per mobilità sanitaria. La regione Liguria finanzia per 400 milioni di euro strutture sanitarie delle altre regioni. Questo significa che i liguri non trovano qui una risposta sanitaria adeguata.

Poi la provincia di Imperia è disastrata, non abbiamo solo un problema di sanità, ma varie polemiche si sommano. In questa provincia il dramma è ancora superiore. Ci sono dati tremendi sulle liste di attesa, per una visita cardiologica ci vogliono 194 giorni, 108 giorni per fare un ecodoppler.

Siamo di fronte a una condizione per cui la gente non riesce a curarsi, questo determina che le persone vanno in pronto soccorso, su 220 mila imperiesi gli ingressi al pronto soccorso sono 81 mila di cui i codici verdi sono 46 mila: non riesci a curarti e vai al pronto soccorso. Ovviamente al pronto soccorso si inceppa e ci sono 10 ore di attesa media.

Tutto ciò non si realizza in un piano sociosanitario regionale che non è adeguato, parla di ospedali nuovi, ospedali di comunità, ma non risolve il problema delle liste di attesa e del pronto soccorso”.

Sull’ospedale unico ha aggiunto: “Il problema della pandemia ha fatto rilevare che ci vogliono dei luoghi dove si faccia alta specializzazione, ma abbiamo bisogno anche di dare la cura sul territorio. Se ci sono 46 mila codici verdi è perché non c’è la medicina territoriale. Poi decidere di accorpare e unificare il sistema degli ospedali significa ancora di più aggravare la situazione che c’è”.

Infine, sulla privatizzazione dell’ospedale di Bordighera: “Il prossimo anno, per decisione del governo nazionale, ci saranno 3,3 miliardi in meno, piangeremo lacrime e sangue. Chiedere la privatizzazione in un luogo come questo è sbagliato perché il privato va dove c’è da guadagnarci, il pubblico deve garantire la salute.

In una provincia come quella di Imperia, dove c’è una difficoltà oggettiva a curarsi, noi rischiamo di dare al privato un pezzo di eccellenza pubblica che non darà la cura che dobbiamo garantire. Negli ultimi 10 anni la sanità pubblica ha tagliato 41 miliardi, guarda caso gli italiani ha speso 41 miliardi in più nella sanità privata, un nesso che mi pare piuttosto esplicito".

Alla mobilitazione a sostegno della sanità pubblica hanno aderito anche diverse associazioni e partiti tra cui: Progetto Comune Sanremo, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Sanremo Attiva, Partito della Rifondazione Comunista, Unione Popolare, PD, Giovani Democratici, Imperia al Centro, Gruppo di Cultura Politica della Federazione Operaia, Alfapp (Ass.Ligure Famiglie Pazienti Psichiatrici), Tribunale diritti del Malato, Imperia rinasce, Rete studenti Medi.

Sara Balestra

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