Un amore, almeno apparentemente grandissimo, nato fra le luci tenui di un night, è costato al maturo spasimante 30 milioni di lire. Al centro di una vicenda, che da boccaccesca è diventata giudiziaria, il protagonista e presunta vittima, un cinquantottenne. La donna che invece avrebbe beneficiato della sua generosità (secondo quanto afferma l’uomo gli avrebbe promesso di sposarlo) è una giovane ventiduenne. Finiti i regali principeschi, la ragazza ha preferito fidanzarsi (e poi sposarsi) con un altro, un affermato quarantatreenne.
La donna, dopo la denuncia del fidanzato tradito, è stata rinviata a giudizio per truffa. In un primo momento anche il neo marito pareva essere destinato a finire nell’inchiesta, ma il giudice istruttore lo ha scagionato. La giovane sostiene che il maturo spasimante ha allargato i cordoni della borsa di sua spontanea volontà, senza alcuna promessa di matrimonio. La love story a base di regali e viaggi milionari era iniziata quasi due anni fa, in un club notturno dove la ragazza lavorava regolarmente. Il cinquantottenne, solido conto in banca rimpinguato dalla fresca vendita di una villa, non ha avuto occhi che per lei: la prima serata finisce con la promessa di un nuovo incontro e per l'uomo è subito l'amore.
Il primo regalo arriva presto: un’auto costosa di grossa cilindrata. Per la futura moglie, l’uomo voleva una professione diversa dal lavoro nel night. Lei, diploma da estetista professionale e massaggiatrice provetta, è brava anche a fare i capelli. Nessun problema: il generoso spasimante individua un negozio di coiffeur per donne in centro e lo acquista per quasi 20 milioni di lire, intestandolo alla fidanzata. Nel frattempo, a dire dell’uomo, la data delle nozze - maggio 1977 - si stava avvicinando.
Per tutti i preparativi c’è un conto corrente da 11 milioni di lire con specifica delega alla giovane presso un banca locale. Pochi giorni dopo accade l’impensabile: la ragazza annuncia all’uomo la rottura del fidanzamento. Pochi mesi dopo si scoprirà che la giovane si è sposata con l’altro uomo. Il povero mancato sposo non ci sta e presenta un articolato e dettagliato esposto-denuncia in Tribunale, dove oltre a raccontare la vicenda elenca tutti i regali e il denaro di cui pretende la completa restituzione.














