La città ha, o meglio avrebbe, due teatri: il Cavour a Porto Maurizio e il Rossini a Oneglia. Ma, quando sono in programma manifestazioni culturali di un certo livello, bisogna che siano ospitate in una...chiesa. Uno, infatti, è da tempo inagibile; l'altro è gestito da una società privata che, secondo quanto affermano alcuni sodalizi cittadini, “agisce in regime di monopolio e pratica tariffe non sempre sostenibili”.
Una situazione paradossale, riportata all’attualità da alcuni, recenti episodi. Perché si potesse eseguire la Messa da requiem di Verdi, in occasione della consegna dell'Anfora d'Oro all'orchestra e al coro del Teatro Comunale dell'Opera di Genova, il Circolo Amici della Lirica ha di fatto dovuto chiedere ospitalità alla Basilica di San Maurizio. Per la quarta edizione del Festival di Imperia, poi, dedicato alla musica dal '500 al '900, l'Associazione Teatro Tempo è stata costretta a ripiegare sull'Oratorio di San Pietro al Parasio, sede suggestiva, ma piccola, in grado di accogliere soltanto 350 spettatori.
“Il disinteresse di politici, amministratori ed enti pubblici è evidente - protestano circoli, associazioni e organismi che operano nell’ambito artistico e culturale di Imperia – tra l’altro, dobbiamo anche denunciare l'assenza di un vero interlocutore. E' dalla primavera scorsa che il consigliere incaricato agli affari culturali, Neri Valcado (Psi), ha restituito le deleghe al sindaco, Giovanni Barbagallo, ma quest’ultimo, suo compagno di partito, non ha più provveduto a sostituirlo".
La vicenda del Cavour è esemplare. Nell'autunno del 1981 è tornato ad essere gestito direttamente dal Comune. Dopo due stagioni complete è stato chiuso per ferie e mai più riaperto. La commissione provinciale di vigilanza, dopo la sciagura del cinema Statuto di Torino, aveva imposto l'esecuzione di alcuni lavori per la sicurezza del pubblico. La spesa era minima (16 milioni di lire) ma la giunta non l'ha autorizzata, preferendo spendere circa 13 milioni di lire per affittare il Rossini e metterlo a disposizione del 3° Festival di Imperia, nell'attesa che decollasse il grandioso progetto di ristrutturazione dell'immobile. Per fronteggiarne il costo, vicino ai due miliardi di lire, è stato stipulato un mutuo di 890 milioni di lire con una finanziaria, altri 400 milioni di lire sono stati previsti nel bilancio '84. Ma dell'opera non si sa più nulla, mentre i cinque addetti al Cavour, dal sovrintendente all'operatore, sono rimasti senza lavoro.














