Riceviamo e pubblichiamo
Perdoni anche la mia compagna di viaggio, insegnante precaria, che cambia direzione di viaggio ogni poche settimane, e che se deve essere a Bordighera alle 7.45 corre in stazione ad Imperia al volo e vorrebbe trovare un posto sempre nel raggio dello stesso chilometro (ah, ovviamente dovesse pagare quel posteggio farebbe meglio a stare a casa). Perdoni anche quella mamma che paga il pre-scuola del figlio e lo lascia ben rima degli altri bambini per poter correre al volo a prendere il treno, e se non trova posteggio nei dintorni il treno lo perde, e con esso ore di lavoro e permessi.
Perdoni coloro i quali si avventurano nelle vie circostanti, imbattendosi in lavori, scavi, divieti e momentanee recinzioni, e quindi si ritrovano a posteggiare ben oltre quel semplice chilometro da fare a piedi. Perdoni la mia amica, che andando a posteggiare più lontano, lungo l'argine che versa in pessime condizioni, si è imbattuta nel cinghiale e non è potuta scendere dall'auto. Perdoni anche chi, magari, ha qualche difficoltà a deambulare, e quindi un chilometro a piedi per prendere il treno per andare a lavorare non lo può fare.
Ha ragione, i posteggi ci sono: sono stati contati con precisione. Ma sono occupati. Da camper, da auto abbandonate, dai residenti, dai clienti degli esercizi commerciali e da quella grande grande folla di pendolari che ogni mattina cerca di portare a casa la pagnotta.
La invitiamo in settimana verso le 7.30: chi rimane senza posteggio nel raggio di un chilometro offre il caffè.
I pendolari"
Lettera firmata














