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Attualità | 17 settembre 2026, 13:15

Carceri, la denuncia della Camera Penale Imperia-Sanremo: “Sovraffollamento e carenza di personale, serve un cambio di rotta”

In Liguria 1.437 detenuti per circa 1.100 posti, a Sanremo il tasso di occupazione è del 126%: “Bisogna potenziare le misure alternative e i percorsi di rieducazione”

Carceri, la denuncia della Camera Penale Imperia-Sanremo: “Sovraffollamento e carenza di personale, serve un cambio di rotta”

Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà nei percorsi di rieducazione e una forte presenza di detenuti stranieri. Sono alcune delle criticità emerse durante la conferenza stampa organizzata questa mattina dalla Camera Penale di Imperia-Sanremo nel Tribunale di Imperia, dal titolo “L'insostenibile situazione delle carceri italiane”. Un'iniziativa inserita nella mobilitazione nazionale degli avvocati penalisti, in vista dell'astensione dalle udienze prevista dal 23 al 29 settembre.

«Vivere in un carcere sovraffollato è difficile e molte volte i detenuti si sono rivolti a noi per segnalare la situazione», ha spiegato l'avvocato Marco Bosio. Il rappresentante della Camera Penale ha ricordato come anche Sanremo abbia attraversato negli anni scorsi una fase particolarmente critica, soprattutto per quanto riguarda le condizioni dell'istituto, sottolineando però che la situazione sarebbe successivamente migliorata grazie agli interventi effettuati.

A livello locale, l'attenzione si concentra soprattutto sul carcere di Sanremo, dove i numeri evidenziano una situazione di sovraffollamento: 219 sono i posti effettivi disponibili a fronte di 277 detenuti, con un tasso di occupazione pari al 126%. Un quadro che, secondo la Camera Penale, si traduce in difficoltà nella gestione quotidiana dell'istituto e nelle possibilità di garantire adeguati percorsi di recupero e reinserimento.

Più contenuti, invece, i numeri relativi alla casa circondariale di Imperia, dove sono presenti 58 detenuti a fronte di 53 posti effettivi. Anche in questo caso, tuttavia, viene evidenziata la necessità di disporre di risorse adeguate per accompagnare i detenuti durante il periodo di permanenza in carcere.

Particolarmente rilevante per il territorio sanremese è anche il dato relativo alla presenza di detenuti stranieri: a Sanremo rappresentano il 58% della popolazione carceraria, una percentuale superiore a quella regionale, che si attesta al 56,7%. Secondo i penalisti, una presenza così consistente rende necessario potenziare la mediazione linguistica, per facilitare la comunicazione tra detenuti, personale e operatori e garantire una gestione più efficace della vita all'interno dell'istituto.

A questo si aggiungono le difficoltà legate alla carenza di personale, che interessano l'intero sistema penitenziario ligure. In regione, a fronte di un organico previsto di 994 unità, gli effettivi sarebbero circa 800. La scopertura riguarda la polizia penitenziaria, ma anche l'area educativa e amministrativa. Un aspetto particolarmente importante per i penalisti, considerando che viene indicato un rapporto di un educatore ogni 60 detenuti.

Restano però le difficoltà legate alla formazione e all'inserimento lavorativo. Il carcere dovrebbe rappresentare, secondo i penalisti, un passaggio fondamentale per costruire un percorso che permetta al detenuto di trovare un'occupazione una volta terminata la pena. Se a Imperia la situazione viene descritta come non particolarmente negativa, a Sanremo il quadro risulterebbe più problematico, con maggiori difficoltà nell'organizzazione dei corsi e dei percorsi destinati al reinserimento.

Tra le questioni che interessano il territorio provinciale viene inoltre ricordata la soppressione del carcere di Savona, che ha avuto conseguenze anche sul sistema ligure. La chiusura dell'istituto, pur trattandosi di una struttura di dimensioni contenute, ha comportato la necessità di distribuire i detenuti in altri istituti, creando ulteriori difficoltà logistiche anche per i familiari, chiamati a percorrere distanze maggiori per raggiungere i propri congiunti.

Secondo la Camera Penale, le criticità del sistema possono essere ricondotte principalmente a sovraffollamento, carenza di personale penitenziario, educatori e mediatori linguistici, problematiche legate alla tossicodipendenza e alla salute psichica e condizioni strutturali non sempre adeguate.

Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la situazione recentemente emersa in merito alle 100 indagini avviate a Sanremo per droga, telefonini e risse: una situazione che si presenta come uno specchio di quello che è il problema del sovraffollamento: "Il tutto si presenta purtroppo come conseguenza al degrado. In un carcere che funziona, dando anche prospettive ai detenuti, questo non accade. Così invece si ottiene una situazione di un cane che si morde la coda in un percorso di degrado. E c'è poi una situazione paradossale dove le psezioni più ordinate sono quelle con i casi di crimini maggiori, mentre il grande numero nelle altre situaizoni non aiuta. E in questo si unisce anche il discorso degli stranieri, vista la barriera linguistica che non aiuta".

Per Bosio, la risposta dovrebbe passare anche dal rafforzamento delle misure alternative alla detenzione e dei percorsi educativi e lavorativi. «Se non si imposta una situazione di rieducazione efficace non si riduce la recidiva», ha sottolineato, evidenziando la necessità di considerare il carcere non soltanto come luogo di espiazione della pena, ma anche come strumento di reinserimento sociale.

L'iniziativa di Imperia si inserisce nel confronto nazionale che porterà, il 19 settembre a Firenze, a un incontro tra avvocati, magistrati, politici e operatori del settore per elaborare proposte da sottoporre al Parlamento e al Governo. Nel frattempo, dal 23 al 29 settembre, è prevista l'astensione dalle udienze proclamata dall'Unione delle Camere Penali Italiane.

L'obiettivo indicato dalla Camera Penale di Imperia-Sanremo è riportare il tema delle condizioni carcerarie al centro del dibattito pubblico, con particolare attenzione alla necessità di umanizzare la detenzione e garantire concrete possibilità di rieducazione e reinserimento.

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